Recanati: arte e poesia nella città balcone

di Alessia Lombardo

Sulle tracce di Giacomo Leopardi, nato a Recanati (Macerata) nel 1798.

Ogni via, monumento o evento nella città marchigiana parla del celebre poeta, morto nel 1837.

Facile incrociare per i vicoli della città scolaresche in gita, famiglie o appassionati d'arte.

Il fascino di luoghi e personaggi raccontanti nelle proprie opere - dalla piazza del Sabato del villaggio al noto Ermo colle, a Silvia (che in realtà non si chiamava così, ndr) - non si estingue nel passato, ma anche nelle generazioni future del Leopardi.

Visitando la biblioteca della residenza in cui il poeta ha vissuto il suo periodo giovanile, prima di trasferirsi altrove, si respira la maestosità del personaggio, estremante dotto, sin da piccolo.

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Visita guidata a numero chiuso - per preservare il mantenimento del palazzo - a partire dalla scalinata che conduce anche nella vecchia cucina di Casa Leopardi.

Soltanto il primo piano è aperto al pubblico, il resto è off limits perché, ancora oggi, vi abitano i discendenti del poeta, con l'albero genealogico dettagliato che si può rimirare in una stanza della biblioteca fatta costruire dal padre di Giacomo, il Conte Monaldo Leopardi.

Nella maestosa abitazione si spera quasi di incontrare un familiare. All'ultimo discendente, nato qualche mese fa, è stato anche dato il nome di Giacomo.

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Vicino la residenza c'è la mostra con oggetti, libri e documenti dell'epoca, ma a catturare l'attenzione - dei più piccoli e non solo - è un libro gigante che si sfoglia con un semplice gesto, grazie a un sensore.

Il marketing leopardiano non è soltanto gadget e libri, ma i discendenti hanno una cantina vitivinicola.

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Tranquillità e arte costituiscono il leitmotiv della vita recanatese.