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Spallone, l’ultimo saluto

Sindaco, amministratori, dipendenti comunali e cittadini di Avezzano rendono omaggio a Mario Spallone, per dieci anni primo cittadino della città: dal 5 dicembre 1993 al 5 giugno 2002.

Il feretro del professore in viaggio verso l’ultima dimora, a Lecce dei Marsi, ha fatto sosta davanti al municipio, dove l’attuale primo cittadino, Giovanni Di Pangrazio, (che negli anni di Spallone sindaco era segretario generale del Comune di Avezzano) ha espresso le condoglianze ai familiari e ricordato le grandi qualità del suo predecessore, sottolineando la sua schiettezza e la determinazione, oltre che la sua intensa attività negli anni di governo di Avezzano.

«Spallone è stato un personaggio di primo piano sulla scena politica locale e nazionale – ha sottolineato Di Pangrazio, – che ha lasciato un segno indelebile del suo passaggio terreno. Era un uomo d’altri tempi, attento ai bisogni della gente, soprattutto delle persone semplici, che ha precorso i tempi e interpretato al meglio il ruolo da sindaco: fuori dai palazzi, lontano dalle alchimie della politica, ma vicino ai cittadini».

Di Pangrazio ha ricordato quando ricevette un libro in omaggio dall’ex medico di Togliatti, scritto per festeggiare i suoi 80anni, con una dedica molto significativa: ‘senza di te non potrei fare il sindaco’.

Al termine il carro funebre, scortato dai familiari, è ripartito alla volta di Lecce dei Marsi, terra natale della famiglia, per l’omelia funebre (alla quale ha partecipato una delegazione del Comune con il gonfalone della città di Avezzano) e la tumulazione nel cimitero del paese.

Spallone, che avrebbe compiuto 96 anni ad ottobre, era stato medico personale di Palmiro Togliatti, ma, più in generale, di tutti gli esponenti di spicco del Pci. Tra gli altri aveva avuto come pazienti Nilde Iotti, Sandro Pertini ed anche Carlo Azeglio Ciampi. In chiesa una folla enorme, commossa, fatta prevalentemente di gente comune, ha tributato l’estremo saluto a Mario Spallone, proprio nel suo paese natale dove era stato anche sindaco dal 1970 al 1985.

La cerimonia funebre e stata officiata dal vescovo ausiliare dell’Aquila, monsignor Giovanni d’Ercole, coadiuvato da altri quattro sacerdoti. Erano presenti tutti e tre i fratelli, Dario, Giulio, Ascanio. I figli Giancarlo, Alfredo e Marcello, tutti i nipoti e i parenti romani. Presenti i sindaci e gonfaloni di numerosi comuni tra cui Lecce nei Marsi, Gioia dei Marsi, Ortucchio, Trasacco e Avezzano, città, quest’ultima, dove Spallone era stato “esuberante” sindaco dal 1993 al 2001.

Una numerosa delegazione di dipendenti di Villa Luana ha presenziato alla camera ardente allestita presso il palazzo comunale del paese natale. Tanti gli amici, i compagni di partito, ex parlamentari, dirigenti politici, amministratori locali presenti alle esequie.

«E’ stato un comunista servente, ma credeva nell’umanità e per l’umanità, per la gente comune, ha speso tutta la sua esistenza». Così monsignor D’Ercole ha salutato nell’omelia il feretro di Mario Spallone. Altri discorsi funebri sono stati pronunciati dai sindaci, dal sindaco di Lecce nei Marsi e da un giovane del posto, Favoriti, che ha ricordato, lui giovanissimo, i rapporti molto stretti con l’anziano leader politico.

La cerimonia ha avuto momenti toccanti e di alta commozione quando il figlio Marcello ha letto una poesia dedicata al padre. Poi un lungo corteo funebre si è snodato per le vie del paese con in testa la banda musicale, e si è fermato al cimitero dove Mario Spallone è stato tumulato nella cappella di famiglia, dove, tra gli altri, riposa la moglie Luana.

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