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Estrazione di idrocarburi, Abruzzo a rischio

«L’Abruzzo, dopo la Basilicata, é la regione che, dal punto di vista ambientale, in termini di ricerca ed estrazione di idrocarburi, rischia di più. Il territorio interessato dalle attività, dal 26% potrebbe presto passare all’86%». Lo ha affermato il giornalista freelance specializzato in tematiche ambientali Pietro Dommarco nel corso della presentazione del suo libro “Trivelle d’Italia”, che si é svolta oggi a Pescara.

L’evento, nella sala consiliare del Municipio, è stato organizzato da Rifondazione Comunista, in particolare dal consigliere Maurizio Acerbo che, aprendo il dibattito, ha sottolineato la necessità di «continuare il lavoro svolto in questi anni in termini di costruzione di un movimento che dal basso contrasti la deriva petrolifera, un po’ come avvenuto per l’acqua bene comune».

Il giornalista, parlando alla platea composta da un centinaio di persone, si è soffermato sui contenuti del libro, caratterizzato da una prima parte di tipo analitico, con dati e numeri dell’Italia del petrolio, e da una seconda parte più “emotiva”, che ripercorre il viaggio attraverso i luoghi del petrolio.

Dommarco ha parlato dei “problemi di controllo”, delle “basse compensazioni”, della “scarsa appicazione della normativa”, con la conseguente “agevolazione delle compagnie petrolifere”. Inevitabile il riferimento all’operato del Governo Monti, che “ha voluto inserirsi nell’affare delle trivelle come nessun altro Governo aveva fatto prima”, e alla Strategia energetica nazionale, con tutti i suoi “rischi” e con i numeri del petrolio “destinati a crescere in modo spaventoso”.

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