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Jacobelli: tifosi Inter, una protesta intelligente

Per prima cosa, bisogna fare i complimenti ai tifosi dell’Inter: la loro protesta è intelligente, civile, addirittura giornalistica per il rigore e la precisione delle fatidiche 12 domande poste a Massimo Moratti, inalberate con i tazebao di San Siro e diffuse su migliaia di volantini distribuiti mercoledì sera a San Siro, in occasione della partita persa con la Lazio.

Se il giudizio non è azzardato, il salto di qualità culturale dei sostenitori di una fra le squadre più famose e titolate al mondo, è evidente. C’era un tempo in cui (e c’è tuttora in alcune piazze), quando le cose andavano male o si usavano le maniere spicce con irruzioni negli spogliatoi, ai campi d’allenamento, confronti diretti con i giocatori, scioperi degli striscioni e chi più ne ha più ne metta, contemplando anche le degenerazioni violente finite in cronaca nera.

I tifosi dell’Inter hanno cambiato registro, dimostrando come si possa rimanere vicino alla sqiadra anche nel momento di massima crisi, senza nessuan confusione di ruoli. I tifosi dell’Inter hanno capito perfettamente quanto formidabile sia la cassa di risonanza mediatica garantita dal calcio. Con toni corretti e rispettosi del loro presidente, gli chiedono pubblicamente conto delle cause di questa infelice stagione, i cui record negativi si ingrossano a ogni giornata di un campionato che ogni interista desidererebbe fosse già finito.

Ne mancano solo due, ma quelle 12 domande meritano di essere rilette a una a una.

1) Secondo lei perché tutto lo stadio ha applaudito i recenti striscioni della Curva riguardanti la società?

2) Perché sono stati messi in discussione gli stessi medici con cui abbiamo vinto il Triplete?

3) Perché il progetto di svecchiare la squadra comporta la vendita dei giovani già presenti in rosa o provenienti dalla nostra Primavera?

4) Che senso ha svendere sempre i nostri giocatori?

5) 2010-2013. Dal tetto del mondo si è crollati alla situazione attuale. A fronte dell’esempio di altri club europei crede che la causa sia tutta da attribuire ai giocatori e allenatori di questo periodo?

6) Come mai la società è sempre passiva di fronte a ogni attacco mediatico?

7) All’Inter c’è sempre un colpevole da mettere in piazza e una fuga di notizie mai vista in altri club. Non sarebbe opportuno avere nella dirigenza un “uomo forte” capace di trasmettere il senso di appartenenza, gestire tutte le situazioni societarie e “mettere” la faccia” a difesa della società?

8) Perché non è mai stato spiegato il reale motivo dell’allontanamento di Oriali dalla Dirigenza?

9) Perché si dice che la società Inter sia come una grande famiglia quando la realtà è l’esatto opposto? Non si è accorto che tutti pensano a se stessi e alla propria poltrona?

10) Come si fa a permettere che la seconda maglia dell’Internazionale sia rossa se si è interisti?

11) Si diceva che il suo sogno era la Champions come suo padre… ora si dice che l’altro suo desiderio sia lo stadio nuovo… Va bene, ma l’Inter?

12) Perché chi va via dall’Inter parla sempre bene di Lei… ma male dell’Inter?

L’obiettivo della protesta è chiaro: inchiodare il Cerchio Magico attorno a Moratti, invitato ad accorgersi che “tutti pensano a e stessi e alla propria poltrona”. Tocca al presidente staccare dalla poltrona chi non merita più di occuparla. Mao Zedong diceva: “Grande è il disordine sotto il cielo, dunque la situazione è eccellente”. Per ora, all’Inter, gli unici ad avere le idee in ordine sono i tifosi.

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