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Ricostruzione «Serve almeno un miliardo l’anno»

«In relazione alle rassicurazioni avute dal sindaco Cialente in seguito all'incontro con i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Legnini e Patroni Griffi e all'impegno preso del governo di stanziare per l'anno 2013 non ancora definite risorse da impiegare nella ricostruzione della città dell'Aquila, il partito della Rifondazione Cumunista dell'Aquila ritiene del tutto insufficiente la presunta disponibilità dimostrata, solo oggi, e con fondi non rispondenti alle necessità previste dal cronoprogramma» lo si legge in una nota a firma di Goffredo Juchich, segretario comunale Prc "A Casamobile", Enrico Perilli capogruppo Prc Comune dell'Aquila e Fabio Pelini, assessore Prc politiche Assistenza alla popolazione e partecipazione Comune L'Aquila.

«Ribadiamo con forza - proseguono i rappresentanti del partito - che la città si ricostruisce con l'impegno per fare arrivare nel capoluogo risorse importanti e in maniera continuativa; almeno un miliardo l'anno e con la certezza normativa di averlo fino a ricostruzione ultimata. Basta viaggi semestrali della speranza con il cappello in mano ad elemosinare diritti. Lo stesso Prefetto Aleacci, nell'esercizio delle sue funzioni di rappresentante dello stato, riconosca legittima la protesta di una popolazione presa in giro da oltre quattro anni in cui, da Bertolaso a Barca, si sono viste tante parole, molte promesse ma poche risorse economiche concrete».

«L'Aquila - si legge in conclusione - diventi nei fatti una grande questione nazionale con investimenti sicuri, regolari e cospicui. Si rifinanzi la cassa depositi e prestiti che ha rappresentato l'unico momento in cui le cose hanno funzionato in questo territorio. Infine ci domandiamo a cosa è servito istituire gli uffici speciali alla ricostruzione, se questa non trova nemmeno le poche risorse in finanziaria per essere avviata. Così, senza cantieri aperti e pratiche da sbrigare, stipendi e costi gestionali sono solo l'ennesimo e inutile spreco di denaro pubblico. Invitiamo pertanto tutta la città, sindaco in testa, a rimanere mobilitata finchè dalle elemosine si passi alla certezza di avere le risorse economiche per ricostruire L'Aquila, le sue frazioni e i comuni del cratere».