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Tumori: difficoltà di accesso alle cure

Sette cittadini su dieci che risiedono in Regioni del Sud Italia lamentano difficoltà nell’accesso alle cure oncologiche, rispetto al 33% degli abitanti del Centro e al 22% del Nord. E’ uno dei dati che emerge dal Rapporto 2012 dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità di Cittadinanzattiva, che ha registrato anche un peggioramento, in molte Regioni, nei programmi di adesione allo [i]screening [/i]per il cancro alla mammella, alla cervice uterina e al colon retto.

Rimane, si osserva nel rapporto, l’alto tasso di ‘migrazione’ sanitaria in oncologia: per prestazioni ospedaliere si fugge prevalentemente da Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise, PA di Trento e Valle d’Aosta; per la chemioterapia, è soprattutto il Veneto la regione da cui si fugge di più, mentre un indice di attrazione molto forte lo registra il Friuli Venezia Giulia. E differenziato è anche l’accesso ai farmaci di ultima generazione per la cura dei tumori: su 18 specialità farmaceutiche prese in esame, il Molise non ne eroga 7, la Valle d’Aosta 5, la Basilicata 4.

Inoltre, regioni come Emilia Romagna, Molise, Umbria e Veneto pongono limitazione aggiuntive rispetto a quanto previsto dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) per l’uso di tali farmaci, ed ancora alcune, Puglia, Emilia Romagna, Umbria e Veneto ne consentono l’accesso solo dietro richiesta motivata da parte del medico prescrittore. Piuttosto diffusa, inoltre, la sensazione fra i cittadini che l’accesso ad un farmaco costoso sia più facile ad inizio anno, che non alla fine quando le asl per problemi di budget sembrano porre più limiti.

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