IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Proscioglimento D’Alfonso, pubblicate motivazioni

Negli accordi di programma adottati dal Comune di Pescara «non si ravvisa alcun vizio di legittimità». Così il gup del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea nelle motivazioni alla sentenza con cui il 4 aprile scorso ha prosciolto l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso ed altre 16 persone, per lo più costruttori, nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica e gli accordi di programma, relativi al 2006-2008, al Comune.

Nelle 23 pagine di motivazioni, il giudice aggiunge che «esula poi dal sindacato del giudice penale ogni valutazione sul merito delle scelte dell’amministrazione e dunque in ordine al raggiungimento di un interesse pubblico realizzato con tali atti».

Nel ripercorrere, punto per punto, le varie vicende al centro dell’inchiesta, Sarandrea si sofferma anche sul significato da attribuire alla «lista Dezio», contenente nomi di imprenditori con accanto delle cifre, che per la procura sarebbero tangenti, sottolineando che, «in assenza di altri fondati elementi, non può costituire un promemoria riportante il denaro illecitamente percepito dagli amministratori come contropartita per l’azione amministrativa svolta nel quadro degli accordi di programma piegati dunque ad un interesse esclusivamente privatistico».

Sempre, a proposito della lista trovata durante una perquisizione a Guido Dezio, ex braccio destro di D’Alfonso, il gup spiega che «sia per il luogo di rinvenimento della lista, sia per il ruolo in passato rivestito da Dezio e sia infine per il fatto che la differenza da attribuire ai simboli N e B ben può essere applicata anche ad un’ipotesi di contribuzione al partito politico “La Margherita” (dove B sarebbe ad indicare l’erogazione di contributi in forma regolare mentre N quelli in nero), tale lista ben possa riportare il resoconto di diversi soggetti al gruppo politico sopra menzionato e che in alcun modo a se stessa dunque sia da ricondurre all’attività amministrativa svolta dai vertici del Comune di Pescara in relazione ai piani di intervento proposti dai vari imprenditori privati».

Riguardo alle motivazioni, il pm Gennaro Varone, titolare dell’inchiesta, ha presentato ricorso per Cassazione.

X