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Fratelli e sorelle: se il rapporto non va

La gelosia del fratello o della sorella maggiore nei confronti del minore è una realtà che purtroppo fa parte della vita quotidiana di tutte le mamme. Non si tratta di una semplice brutta abitudine; molto spesso, di fatti, la gelosia e la non solidarietà tra fratelli dipende da una mancanza di socializzazione. Bisogna riuscire a far diventare ‘amiche’ due personalità quotidianamente in contatto.

Quasi tutti i bambini desiderano essere i figli preferiti dei genitori, essere considerati i più bravi ed essere i più amati dalla mamma e dal papà. Si fa di tutto per essere ‘gli eletti’ della famiglia. Nella maggior parte dei casi, la competizione tra fratelli è motivata dal voler ottenere più attenzione e approvazione dai genitori. C’è da dire che la gelosia, solitamente, non riguarda unicamente il rapporto tra fratelli; di fatti, lo zoccolo duro è rappresentato proprio dal bisogno che si ha di approvazione e amore da parte del nucleo familiare.

In una famiglia con più fratelli, ogni bambino può essere geloso di un altro, ma la causa più comune della gelosia è la nascita di un fratellino. Canonica, di fatti, è l’invidia per il nuovo nato, dato che, quasi sempre, attrae a sé tutte le attenzioni materne. La rivalità inoltre è un fenomeno generalmente presente tra il bambino più piccolo e quello più vicino a lui per età.

Come riconoscere i segni della gelosia? In realtà sono molti gli indizi che possono essere espressione di un sentimento di insofferenza nei confronti del fratellino o sorellina; ad esempio atteggiamenti ostili, prendere in giro il più piccolo, isolarsi, tenere il broncio, regredire in alcune acquisizioni già consolidate. Ma anche aggressività, comportamenti crudeli e distruttivi, espressioni di odio, risentimento, invidia e di eccessiva dipendenza dai genitori. Un bambino geloso lo è perché fondamentalmente è insicuro: l’insicurezza scaturisce dalla paura di non essere amato e considerato al pari di qualcun altro.

Per questo motivo il figlio ‘geloso’, deve essere visto come un bambino che attraversa un momento triste della sua vita e non come un bimbo che si comporta male di proposito. Il bambino che soffre di gelosia, infatti, ha bisogno di essere rassicurato, di sentirsi certo, di poter contare sull’amore dei suoi genitori; non di essere rimproverato per le sue marachelle, o di essere messo a confronto col fratello più educato. Infatti, punire il bambino per i suoi comportamenti non è una tecnica corretta da usare: non fa altro che confermare in lui l’idea di non essere amato come dovrebbe. È importante essere consapevoli ed accettare la gelosia del bambino poiché, in questo modo, si favoriranno l’espressione e la manifestazione delle sue emozioni negative nei confronti del fratellino.

Il consiglio principe è quello di dare al bambino tutto il tempo e l’attenzione di cui ha bisogno e permettetegli di avere comportamenti tipici di quando era più piccino. Se non affrontata e gestita in maniera corretta, la gelosia può dar luogo ad un periodo estremamente difficile per il piccolo in questione. Un bambino, soprattutto nella prima infanzia, non è in grado di controllare da solo il suo comportamento poiché non è ancora capace di gestire adeguatamente le sue emozioni; l’unico modo che conosce per esprimerle è quello di manifestarle proprio attraverso il comportamento.

La rivalità tra fratelli è un fenomeno che ha a che vedere, in primo luogo, con la composizione della famiglia, ma anche con l’ordine di nascita e la differenza di età che esiste tra i bambini. La gelosia è più forte se tra il primo ed il secondo figlio, trascorrono tra i 18 mesi ed i 3 anni di differenza. Quando invece il distacco è da quattro anni in su, la competizione tende a ridursi man mano che passa il tempo, perché le loro esigenze ed attività sono differenti. Evitate di lodare troppo un bambino rispetto all’altro e di essere molto affettuosi con uno e non con l’altro.

Soluzioni del problema possono essere: il non confrontare i due bambini fra di loro; si otterrebbe il solo risultato di aumentare ancor di più la gelosia. Il cercare di non dare maggior privilegi ed attenzioni al bambino che ‘crea meno problemi’ in famiglia; spesso è proprio il figlio meno approvato e che, quindi, ha bisogno di essere incoraggiato e lodato. Il cercare di mettersi in relazione con ognuno dei figli, considerando la loro individualità e le loro caratteristiche personali. I bambini molto gelosi sono spesso convinti di non piacere a nessuno: per questo motivo, la mamma e il papà devono aiutare il bimbo ad aumentare la fiducia nelle proprie capacità, mostrando affetto e considerazione. Valorizzare le qualità positive piuttosto che sottolineare gli aspetti del carattere che non piacciono è un buon modo per cominciare ad educare.

Non intromettersi assolutamente tra i litigi tutte le volte che questo è, ovviamente, possibile. Quando i bambini si renderanno conto di dover risolvere da soli i loro problemi, smetteranno di correre da mamma e papà per lamentarsi del fratello o della sorella più grande o più piccola. I bambini in età pre-scolare, spesso sanno gestire le proprie difficoltà solamente litigando e picchiando; in questo caso c’è bisogno dell’intervento genitoriale per risolvere la situazione. Aiutare i bambini a trovare una soluzione, suggerendo loro frasi del tipo parlare è meglio di picchiare, lascia che giochi un po’ anche tua sorella ora significa cominciare a responsabilizzarli. I bambini, inoltre, non dovrebbero essere forzati a condividere oggetti e giocattoli con i fratelli: le cose di un bambino dovrebbero essere solo sue. Il bambino ha il diritto di decidere quando e con chi condividere le sue cose e, se i suoi giochi gli vengono presi senza il suo permesso, è molto probabile che diventi ancor più geloso ed egoista.

Quando entrambi i bambini fanno qualcosa di sbagliato è necessario riprenderli e correggerli ambedue, non solo quello più grande (che solitamente s’addossa tutte le colpe, perché si tende a considerarlo come il figlio che deve far da modello). Aiutate, infine, i figli ad avere amici, interessi e sport diversi: ciò permetterà loro di avere maggiori possibilità di sperimentarsi e favorirà il consolidarsi di una buona autostima.

È utile imparare a comprendere che tipo di genitore si vuole essere, in primo luogo. Non importa quanto si è sofferto nella propria infanzia: educare un figlio significa anche imparare a fare il genitore e comprendere che non sempre la tradizione, in ambito educativo, ha ragione. (g.c.)

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