Campus universitario: «Investire sulla Campomizzi»

«Il Cda dell’Adsu nella seduta del 29 aprile ha deliberato di destinare il proprio avanzo di amministrazione “per la realizzazione di strutture di servizio per gli studenti del Polo Umanistico[...]”. Un primo passo per gli studenti del Polo, che si trovano ancora senza servizi». A sottolinearlo, attraverso una nota, è l'Udu L'Aquila.

«Appare evidente, tuttavia - prosegue la nota - come lo stanziamento effettuato non sia sufficiente per realizzare ad esempio una mensa universitaria. A tal proposito un validissimo aiuto potrebbe arrivare dal Comune, beneficiario delle somme messe a disposizione dalla L.R. 41/2011 per la quale non ha ancora programmato degli interventi, come si legge anche nella lettera inviata al sindaco dal presidente dell’Adsu, nella quale D’Ascanio esorta il Comune ad intervenire in concorso con l’Adsu per la proposta: “Realizzazione Struttura Polifunzionale (mensa, bar, sala studio) presso il nuovo “Polo Umanistico” ex S. Salvatore (struttura di assoluta priorità ed urgenza)”».

L’Udu insiste, «forte anche delle tante firme raccolte a sostegno della richiesta per i servizi nel polo del centro storico, affinchè questi fondi vengano utilizzati dal Comune per la realizzazione di un centro polifunzionale nel polo umanistico tramite la ristrutturazione del palazzo dell’Arta sul modello del Polifunzionale di Coppito».

«Inoltre - si legge ancora nella nota dell'Udu - in merito alle recenti dichiarazioni dell’assessore Di Stefano sulla programmazione di un polo univeritario nell’ambito della riprogrammazione urbanistica della città, chiediamo a quest’ultimo di tutelare la residenza universitaria Campomizzi di modo che resti fuori da qualsiasi logica di riorganizzazione militare e che resti quindi agli studenti. Crediamo infatti che sia proprio la residenza Campomizzi a rappresentare l’area sulla quale investire per realizzare un vero e proprio campus universitario all’interno della città. L’Udu auspica che alle ultime dichiarazioni segua effettivamente un interesse vero e un intervento concreto da parte del Comune, che troppe volte si è mostrato disinteressato alle necessità degli studenti universitari».