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Senato, la Pezzopane parla di ricostruzione

Questa mattina, durante il dibattito in Senato per la fiducia al governo, è intervenuta la senatrice Stefania Pezzopane.

Al centro del suo discorso, la ricostruzione del capoluogo abruzzese.

«Milioni di italiani domenica mattina erano davanti alla Tv, per assistere al giuramento del governo. Il clima di solennità e di attesa per la nascita del nuovo esecutivo, a cui auguro buon lavoro – queste le parole della senatrice -, è stato bruscamente interrotto dalla drammaticità della sparatoria. Quel giorno si è simbolicamente consumato un paradosso, che viviamo anche oggi. Ovvero la necessità di uscire, con grande senso di responsabilità, dal caos, che quella mattina è apparso in tutta la sua violenza».

«Nietzsche scriveva: [i]bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante[/i].

Siamo in una situazione di grave emergenza, sociale economica, istituzionale.

Voto la fiducia non a cuor leggero, ma la mia fiducia è frutto di una profonda consapevolezza del caos che alberga nei luoghi della politica e nel paese. Tutto ciò ci impone un radicale cambiamento».

«Desidero con forza ricostruire la mia città, la terra d’Abruzzo, colpita dal terremoto – ha detto Stefania Pezzopane -. Desidero ridare fiducia alla mia gente, portando questo Parlamento ad adottare atti di estrema concretezza. Desidero che anche le altre comunità, come i fratelli e sorelle dell’Emilia Romagna, abbiano le stesse possibilità e sicurezze. In Abruzzo sono terminate le risorse. Il più grande cantiere d’Europa, finalmente partito, si fermerà drammaticamente di nuovo, se non ci sarà un immediato intervento del governo e del Parlamento per stanziare il primo dei 10 miliardi necessari per avviare la vera ricostruzione. È necessario un decreto con il sistema Cassa depositi e prestiti per intervenire con il contributo diretto. Il Presidente Letta, da parlamentare, è stato più volte a L’Aquila e ci è stato vicino. Ora dobbiamo insistere, Presidente, è tempo di concretezza».

«Bisogna riorganizzare il sistema di Protezione Civile nazionale – ha continuato la senatrice aquilana – , che deve essere efficace nell’emergenza, dotandolo di mezzi e risorse, ma impedendo che entri in altre prerogative, come quelle della ricostruzione, come è accaduto in Abruzzo.

È necessario un adeguato piano di interventi per la messa in sicurezza del territorio nazionale. Prevenire costa meno che ricostruire e salva vite umane. Servono opere per la sicurezza, ma nel contempo è necessario alleggerire il patto di stabilità dei comuni, investendo le risorse non per opere inutili e dannose, ma per la sicurezza del paese. Basta con le parole, veniamo incontri ai bisogni della nostra gente».

«Il mio voto di fiducia – ha concluso -, come quello di tanti altri colleghi, va nella direzione della riconquista della fiducia di tanti italiani, spaesati e impauriti».

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