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‘I so’ d Clan’, Ciaccia conquista la rete

di Gioia Chiostri

Il caso del cantante Danilo Ciaccia, celanese doc che ha frequentato l’università di Roma ‘La Sapienza’, segna un precedente importante nel mondo del web. L’abruzzese è infatti diventato un fenomeno da [i]social network[/i], o, come direbbe lui, «uno semplicemente curioso di conoscere la ‘presa’ sul pubblico» del suo lavoro musicale che, a quanto pare, ha letteralmente spopolato con 22 mila visualizzazioni dopo un solo mese.

‘I so’ d Clan’(Io sono di Celano): un titolo che è già un programma. Una canzone che parla di ‘celanesità‘, volendo usare questo bel neologismo. L’appartenenza ad un territorio, l’impressione di sentirsi vivere dentro la propria città, l’interesse a scrutare i volti amici, fraterni, di chi la abita. Una canzone con un video incentrato sulle bellezze, naturali e non, celanesi, che è rimasta nel cuore di chi Celano la conosce bene.

«L’idea di questa canzone è nata quasi per caso. Una sera dal mio balcone guardavo un celanese che stava cantando una canzone dedicata alla sua città natale. Il Castello di Celano faceva da sfondo, c’erano dei colori magici. La scrissi nell’arco di quella stessa notte e, mentre scrivevo, avevo già in mente le scene da girare e lo sviluppo del video. Una bella sensazione».

E i compaesani come hanno preso la realizzazione di questo monumento musicale alla città? «Ho ricevuto commenti di puro gradimento. Alcuni me li gridano con orgoglio, altri addirittura mi scrivono delle cose davvero commoventi. Anche dai celanesi che vivono all’estero e sono lì per lavoro mi arrivano messaggi che mi rendono veramente fiero. È questa, sicuramente, la soddisfazione più bella».

{{*ExtraImg_131597_ArtImgLeft_300x168_}}«Non è facile descrivere Celano – aggiunge il cantautore – e sopratutto i celanesi. Celano è magica nel vero senso del termine. La forza, la coesione che unisce i celanesi non ha eguali, da sempre». Eppure un pezzo del cuore di Danilo lo possiede la città dell’Aquila, perché come spiega lui stesso: «sono legato a L’Aquila da anni e anni di serate (dal ’95 sino ad oggi) fatte nei maggiori locali della città. Lì, conosco tante persone e ho altrettanti buoni amici. Avere avuto la possibilità di omaggiarla nel 2009, pochi giorni dopo quel terribile terremoto, eseguendo la bellissima canzone abruzzese ‘Vola vola’, in diretta in prima serata su Rai 1, e vincere quella puntata del programma serale ‘I Raccomandati’, con la sigla Aq stampata sul mio petto, è stato sicuramente il momento più emozionante della mia esperienza artistica».

«Io sono cresciuto come batterista in Africa, in Thailandia e Centro America – racconta l’artista – perché la mia prima passione è legata al mondo musicale delle percussioni. Poi ho scoperto di poter e voler comunicare anche con la voce. La formazione come cantante l’ho ricevuta in un gruppo vocale, i ‘Sei come sei’, con il quale lavorai per programmi Tv su reti Rai e Mediaset. Ho fatto tanta gavetta, questo sì».

Alla domanda ‘Ti senti quindi un cantante dialettale’, Danilo Ciaccia risponde: «Io sono semplicemente un cantante e penso che si possano esprimere emozioni in tanti modi differenti. Con il singolo ‘I so’ d Clan’, ho solamente voluto dare corpo ad un affetto che provo per la mia città natale, che mi ha dato e continua a darmi tanto».

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