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Zanetti perdona i barbari che l’hanno insultato

Interpellato sui cori indecenti che, ieri sera a San Siro, durante Milan-Catania, alcuni gentiluomini travestiti da tifosi del Milan gli hanno indirizzato, Javier Zanetti ha risposto: «Sono cose che possono capitare, io penso solo a chi mi vuole bene. Questa è la cosa più importante».

Ancora una volta e, per giunta nel momento più delicato della sua straordinaria carriera, il Capitano dell’Inter si è confermato un fuoriclasse di valore mondiale. E non soltanto prchè ha giocato 845 gare ufficiali con la maglia nerazzurra, stabilendo una serie impressionante di primati e di vittorie, di trofei nazionali e internazionali conquistati con la squadra di cui è la bandiera e il simbolo.

Zanetti ha dato una lezione di classe infinita a chi gli ha mancato di rispetto e si è comportato come un grandissimo cafone, non arrestando la propria maleducazione nemmeno di fronte ad un infortunio tanto grave che minaccia di tenere il giocatore lontano dai campi per 6-8 mesi.

Per quanto lungo possa essere il tempo necessario al rientro, non c’è nessun dubbio che Zanetti ce la farà. La serenità con la quale sta affrontando questa prova durissima, la sua compostezza, il suo stile ne fanno un campione unico, degno epigono di Giacinto Facchetti.

Caro Javier, sappia che le siamo molto vicini con ammirazione, stima e affetto profondi. L’aspettiamo e l’aspetteremo sempre.

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