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Micron, tavolo rinviato

Ok al rinvio dell’incontro al Mise sull’operazione Micron: il sindaco, Giovanni Di Pangrazio, da sempre in prima fila per il passaggio di consegne sotto l’egida del Governo, accoglie con soddisfazione lo stop al tavolo al Mise e bussa al tavolo del nuovo Ministro, affinché, una volta superato il vaglio del Parlamento, «prenda le redini della delicata trattativa. La partita in gioco è vitale per la Marsica, l’Abruzzo e l’Italia», afferma Giovanni Di Pangrazio, «il rinvio del tavolo, che comunque avrei chiesto, è stata una scelta responsabile, poiché consente al nuovo governo chiamato a ridare impulsi al Paese, anche e sopratutto sulle politiche industriali, di analizzare questa scottante partita, che tiene sulla corda 1.623 lavoratori e un territorio già segnato pesantemente dalla crisi, per condurla a un approdo sicuro e con precisi impegni economici della Multinazionale americana».

Micron, invece, dopo un paio di decenni di attività molto redditizia nel sito marsicano, ricevuto a “prezzi di saldo” dalla Texas Intruments, ma costato risorse ingenti alla collettività in termini di contributi a fondo perduto, passerebbe la mano ricevendo ben 40milioni di dollari, pagabili in 6 anni dal nuovo gruppo formato da LFoundry e parte del management aziendale. E se l’avventura dovesse andar male, la Micron non dovrebbe coprire neanche i costi di un’eventuale chiusura dello stabilimento.

«Il Governo – sottolinea il sindaco – deve impegnare la Micron Corporation a intestare al Comune di Avezzano e al territorio un’assicurazione che copra i costi dell’eventuale bonifica del sito produttivo e a stanziare risorse per i dipendenti orientati ad accettare la proposta di mobilita volontaria». Il piano dovrebbe essere caratterizzato da un sistema in grado di conciliare le esigenze aziendali con gli interessi dei lavoratori nel rispetto di tutte le procedure in materia di ammortizzatori sociali.

Di Pangrazio, comunque, apprezza il lavoro svolto dal management locale, ma confida nel nuovo Governo per mantenere una interlocuzione permanente sulla vertenza per assicurare una coesione territoriale, politica e istituzionale mirata a dare una prospettiva di stabilità di lavoro e sviluppo. «Il tutto – conclude – va inquadrato all’interno del tavolo di settore, istituito dall’esecutivo uscente, per ragionare di politiche industriali sui semiconduttori in Italia e in Europa e far competere le aziende sui mercati mondiali».

Al governo il compito di dare continuità anche al tavolo di settore per analizzare la situazione esistente, in collaborazione con la federazione Anie, i sindacati, le imprese e le istituzioni locali, per identificare le misure di sostegno industriale e favorire i processi di riorganizzazione e sviluppo delle multinazionali presenti nel nostro Paese.

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