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Sport

Josefa Idem, la persona giusta al posto giusto

Indipendentemente dalle valutazioni di squisito ordine politico, fra chi è favorevole al nuovo governo di Enrico Letta e chi vi si oppone, un dato di fatto è incontrovertibile e si chiama Josefa Idem, 48 anni, canoista, 8 Olimpiadi, 5 podi, 1 oro olimpico a Sydney, 20 medaglie ai mondiali (5 ori) e 12 agli Europei (9 ori), senatrice della Repubblica dopo essere stata per sei anni assessore al Comune di Ravenna.

Finalmente, per la prima volta nella storia della Repubblica, è stata nominata ministro dello sport una figura degna di fare il ministro dello sport. In un sistema che lo sport ha sempre snobbato, trascurato, addirittura vilipeso con la sua ignavia, la sua strafottenza, la sua incapacità di affrontare e risolvere i problemi, gli sprovveduti di volta in volta piazzati su una poltrona perchè vi si incollassero e perchè prendesse polvere insieme con loro.

Josefa Idem è la persona giusta al posto giusto: non soltanto perchè è una leggenda dello sport mondiale, ma perchè ha le idee chiare. «Partirò dalle scuole elementari, bisogna garantire ai bambini la posisvilità di fare attività fisica».

Oltre allo sport, l’olimpionica ha anche la delega per le pari opportunità: una scelta due volte giusta.

Nessuno può pretendere la luna dall’olimpionica nata a Goch, nell’allora Germania Orientale, il 23 settembre 1964, considerato il durissimo momento economico che stiamo vivendo, i tagli a pioggia che hanno colpito anche i fondi destinati allo sport, la burocrazia e il farraginoso sistema decisionale del Parlamento che, ad esempio, ci ha messo 4 anni e mezzo per affossare il disegno di legge sugli stadi.

Ma, conoscendo la grinta e la determinazione della Idem, sappiamo per certo che parlerà con i fatti e profonderà ogni energia per raggiungere i traguardi che si prefigge di tagliare.

E quindi: per prima cosa, Signor Ministro, faccia una legge sugli stadi e sugli impianti sportivi, non solo e non soltanto per il calcio professionistico, ma anche e, soprattutto, per favorire quella pratica di ogni disciplina che è fondamentale per la salute e per la vita di tutti. Prenda a pagaiate le lobbies e le camarille che infestano lo sport italiano in cui pullulano mummie e gattopardi.

Il rapporto di stima e di amicizia che la lega al presidente del Coni, Giovanni Malagò, faciliterà i suoi progetti. L’aspettiamo alla prova dei fatti, Signor Ministro. Qualcosa ci dice che fare bene il ministro dello Sport in questo Paese sarà molto più difficile e complicato che vincere un’Olimpiade. Ma lei è la prima a saperlo. Per questo, lo sport italiano fa un tifo infernale perchè l’impresa le riesca.

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