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L’Arit non ci sta!

L’Arit non ci sta e risponde con una nota al nostro articolo di denuncia ‘I guasti di un Ponte’.

Avevamo spiegato nell’articolo che il Bura Speciale n. 45 del 26 aprile ‘Bandi Gal’ non era stato pubblicato a causa del giorno di ferie del personale specializzato addetto alla pubblicazione. Questo ha creato, oltre al disservizio, il rischio che i due bandi del Gal di circa un milione di euro saltino.

Il direttore dell’agenzia spiega nel comunicato di oggi che i disservizi creati non dipendono dalla chiusura dell’Ente, che invece era operativo nella giornata del 26 aprile, ma dal fatto che il personale tecnico addetto all’aggiornamento del sistema del Bura fosse assunto a tempo determinato e con il contratto scaduto.

Ci rammarica constatare che l’Agenzia regionale per l’informatica e la telematica abbia il personale tecnico specializzato assunto in forma precaria e che, senza di questo, l’attività principale dell’ente sia bloccata. Auspichiamo il sollecito reintegro dei tecnici, e magari la definitiva stabilizzazione, al fine del ripristino delle normali attività dell’agenzia.

Di seguito, la nota dell’Arit:

«La scrivente Agenzia Regionale tutt’altro è rimasta chiusa nella giornata del 26 aprile c.a. essendo presente il necessario personale per lo svolgimento delle attività.

Va chiarito, tuttavia, che il personale addetto alle pubblicazioni del Burat è a tempo determinato con scadenze contrattuali non più prorogabili.

Alcuni di tali contratti a termine sono definitivamente cessati ed altri in prossimità di cessazione.

Per queste ultime fattispecie, le assenze dal servizio non sono state causate da mancata programmazione ma dalla indefettibile necessità di collocare i lavoratori in ferie, al fine di non incorrere in responsabilità dirigenziali dirette, come previsto dall’art. 5, comma 8, del D.L. n. 95 del 6.7.12 (come convertito con L. n. 135 del 7.8.12).

E’ difatti previsto che “Le ferie, i riposi ed i permessi spettanti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti e non danno luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi. La presente disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni, risoluzione, pensionamento e raggiungimento del limite di età. La violazione della presente disposizione, oltre a comportare il recupero delle somme indebitamente erogate, è fonte di responsabilità disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile”.

Tale situazione è stata rappresentata tempestivamente agli uffici competenti con l’avvertenza che Arit poteva garantire le pubblicazioni Burat sino al 24 di aprile.

Si fughi il campo, come invece emerge dall’articolo in commento, che l’Arit non abbia assunto le dovute iniziative per risolvere tale problematica.

Difatti, si è ancora in attesa della necessaria approvazione ex art. 26 della L.R. Abruzzo n. 6/09 della programmazione triennale dei fabbisogni di personale, passaggio obbligato per procedersi al reclutamento delle risorse umane.

Il disservizio non è pertanto imputabile a responsabilità dell’Agenzia come invece emerge dal denunziato articolo, che invece denunzia un’inaccettabile negligenza da parte della Dirigenza di Arit».

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