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L’ultima speranza del gelato d’Abruzzo

Per molti sono ancora il simbolo dell’estate. Ma ora i gelati Gis rischiano di restare un ricordo, via via sempre più sbiadito. La società che produce i gelati abruzzesi – quelli che per un certo periodo hanno tenuto testa a blasonati Cornetti e Coppe del Nonno – ha prenotato la richiesta di concordato preventivo. Una crisi che si trascina ormai da un paio d’anni, ma che adesso è conclamata.

La richiesta è stata presentata in tribunale dopo la morte del suo fondatore, Pietro Scibilia. Un uomo che con la sua intraprendenza ha fatto conoscere la Gis in Italia e nel mondo. E l’ha fatto – in qualche modo anticipando i tempi – puntando sullo sport. Il marchio biancazzurro della Gis era infatti ben visibile sulla maglia Francesco Moser quando ha tagliato il traguardo a Città del Messico, segnando il record mondiale dell’ora. Un record detenuto per 12 anni da un’icona del ciclismo, Eddy Merckx, e che poi è diventato patrimonio della Gis. E dopo il ciclismo, il calcio. Il marchio Gis ha accompagnato una stagione d’oro del Pescara quando, sotto la guida di Giovanni Galeone e con la presidenza di Scibilia, la squadra in serie A sfidò all’Adriatico miti come Maradona e Gullit. Ma questo è il passato. Ora la sfida è per la sopravvivenza.

Il concordato preventivo, in genere, è una procedura concorsuale attraverso la quale l’imprenditore ricerca un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato fallito o comunque per cercare di superare la crisi in cui versa l’impresa. Il futuro dello storico marchio dipenderà dal fatto se verrà disposta la liquidazione dei beni o se si cercherà di salvaguardare l’attività produttiva.

[i]Fonte: IlCentro[/i]

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