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Rapina Carrefour, polizia cerca basista

Sono numerose le piste che la polizia sta seguendo per rintracciare i quattro banditi che hanno assaltato il portavalori dietro al supermercato Carrefour, fuggendo con 70mila euro.

Un colpo commesso da professionisti del crimine e non da balordi, viste le modalità. La polizia sta osservando i video. Non solo quelli delle telecamere poste intorno al supermercato. Sono al vaglio anche le riprese fatte da telecamere che si trovano in tutta la zona con particolare riferimento a via Pellicciotti, dove i banditi hanno lasciato il furgone con la refurtiva e si sono allontanati forse a bordo di un’altra macchina.

Nessuno può assicurare che essi abbiano lasciato la città. Gli investigatori infatti non escludono che possa esserci stato un basista che possa ospitare i rapinatori per qualche giorno in attesa che si allentino i controlli. Del resto, l’allarme è scattato subito e nel giro di pochi istanti le pattuglie di polizia e carabinieri erano in zona per evitare che i banditi raggiungessero il casello autostradale.

L’ipotesi che possa esserci un basista è avvalorata dalle conoscenze molto approfondite dei luoghi nei quali i malviventi hanno operato vista la disinvoltura con la quale si sono mossi. Inoltre ci si chiede come essi fossero al corrente che nel furgone portavalori dell’Ivri ci fossero centinaia di migliaia di euro. Quanto alla provenienza dei banditi è possibile che arrivassero da Roma. Di certo, almeno il capobanda è sembrato avere un’inflessione romanesca.

Va detto che se il bottino è stato contenuto questo si deve al sangue freddo del conducente del furgone dell’Ivri. Infatti uno dei banditi ha puntato il mitra verso di lui ma l’autista ha deciso di allontanare il mezzo blindato dal piazzale retrostante al supermercato. Questo ha mandato in fumo il progetto di un bottino eccezionale. Il capobanda, capito che non esistevano alternative, ha poi ordinato perentoriamente «andiamo» ai complici, che sono saliti sul loro furgone Doblò con una somma dieci volte inferiore al bottino immaginato.

Opportuna la decisione di non frapporre il furgone Ivri al passaggio del mezzo in fuga: i banditi erano armati di mitra e avevano strappato due pistole ai vigilantes: avrebbe potuto esserci una carneficina. Sono stati già ascoltati come testimoni gli addetti dell’Ivri, che oggi torneranno regolarmente al lavoro, e anche altre maestranze del supermercato. Nella giornata di oggi sono previsti altri interrogatori. Si attendono i risultati delle analisi di polizia scientifica sul Fiat Doblò e in altri punti del supermercato dove si è consumata la rapina. Si fanno anche raffronti con le modalità di altre rapine ai portavalori avvenute in Abruzzo negli ultimi mesi.

Fonte: Il Centro, articolo di Giampiero Giancarli

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