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Il Bayern che disintegra il Barça rivaluta la Champions della Juve

La lezione di calcio è stata devastante. Il poker del Bayern al Barcellona è già nella storia della Champions League e manda alle stelle le quotazioni dei tedeschi.

Che fossero fortissimi nella loro tana, lo sapevamo: 11 gare casalinghe nel 2013, 41 gol segnati, 8 subiti. Che potessero fare letteralmente a pezzi i catalani e farli a pezzi in questo modo, francamente andava al di là anche delle previsioni del più ottimista fra i tifosi bavaresi.

E’ vero. La direzione di gara dell’ungherese Kassai è stata ignobile: due rigori negati al Bayern per altrettanti falli di mano dei catalani; gol di Gomez in fuorigioco; gol di Robben da annullare perchè Muller ha abbattuto Jordi Alba con una spallata. Complimenti, Collina per gli arbitri che manda in giro in Champions League e per ritenere Kassai il migliore del mondo: un disastro quasi quanto gli italiani di Nicchi & Braschi.

Eppure, lo sfacelo del magiaro e dei suoi assistenti (vogliamo parlare degli inutili e dannosi giudici di porta?) non basta per attenuare il clamore di un’umiliazione fra le più cocenti subite dal Barça negli ultimi vent’anni.

Il pensiero corre a un altro 4-0: quello che il Milan di Capello rifilò al Barcellona di Cruyff il 18 maggio 1994 ad Atene: una delle più grandi partite nella storia rossonera.

Fu una prova superba, come superbo è stato il Bayern ammirato stasera all’Allianz Arena dove i catalani hanno fatto un tiro in porta in novanta minuti. Basta questo dato per rendersi conto della schiacciante supremazia dei panzer, scandita dalla doppietta di Muller, dal gol di Robben e Gomez (ma è mai possibile che in questi anni, manco uno straccio di diesse, dg, manager o paramanager italiano si sia accorto di uno fra i più forti attaccanti del mondo?).

La squadra meraviglia che ha entusiasmato ogni appassionato di calcio con questa impresa rivaluta la Champions della Juve, eliminata nei quarti da un avversario formidabile. In novanta minuti il Barcellona ha incassato i 4 gol che i campioni d’Italia hanno preso giocando per tre ore contro gli stessi rivali. Il quoziente reti ha un valore relativo, s’intende.

Perchè il messaggio che da Monaco di Baviera arriva a Torino forte e chiaro, è questo: con l’organico a sua disposizione, Conte sta dominando la serie A da due anni, ma, per essere competitivo in Europa, dove ha compiuto l’exploit di riportare la Juve fra le prime otto dopo sette anni di attesa, gli servono almeno due fuoriclasse degni di questo nome: uno in difesa e uno in attacco.

Agnelli ed Elkann o Elkann e Agnelli, nell’ordine che volete, sanno che per avere un’EuroJuve c’è bisogno di rinforzi eccellenti.

E non è vero sia soltanto una questione di soldi a disposizione: l’analisi di calciomercato.com ha dimostrato come, nelle ultime tre stagioni, i bianconeri abbiano speso 80 milioni di euro più del Bayern.

L’importante è spendere bene. Il Bayern che ha appena preso Gotze lo dimostra. Basta copiare. Conte, in tribuna a Monaco assieme a Paratici, ha già preso nota e avrà molte cose da dire in Corso Galileo Ferraris.

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