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D’Alessandro «Fuori chi non appoggerà Governo»

di Alessia Lombardo

«Chi non appoggerà il Governo sarà fuori dal partito». Ha le idee chiare il grande elettore abruzzese Pd Camillo D’Alessandro che con IlCapoluogo.it ha commentato la spaccatura del Partito democratico, crollato in occasione del voto del presidente della Repubblica lo scorso weekend.

Prima l’accordo non rispettato con il Pdl per mandare al Colle l’abruzzese Franco Marini, poi il fallimento con la proposta di Romano Prodi per il tradimento dei franchi tiratori che hanno portato alle dimissioni di Pier Luigi Bersani e infine l’accordo per il Napolitano bis che ha fatto gridare i grillini all’inciucio con la fissata marcia, divenuta poi retromarcia, su Roma in segno di protesta.

Dopo la riconferma di Giorgio Napolitano, il capogruppo abruzzese del Pd crede seguirà «un governo politico dalle larghe intese dopo le follie dei franchi tiratori. Il Pd è un partito mai nato, nato male. Dopo il fallimento con Marini, poi Prodi, il Pd non ha più nessun diritto ad avanzare una candidatura».

Sull’ambizione giovanile, contestata al sindaco di Firenze Matteo Renzi, il più giovane tra i grandi elettori designati in Italia ha detto «l’ambizione è una cosa positiva, anche sulla partita del Quirinale».

Riguardo il Movimento cinque stelle D’Alessandro non legittima le ‘quirinarie’. «Si tratta di un popolo impazzito del web – ha spiegato – perché non rappresenta gli italiani. Il voto a Rodotà è stato improvvisato. In molti non conoscevano nemmeno chi fosse. Il nome di Rodotà era il terzo in lista, quindi non espressione della maggioranza e con votazioni non controllate. Chi fa politica prima di diventare parlamentare deve prepararsi almeno un anno».

Nessuna divisione per D’Alessandro sul gruppo consiliare del partito. «Non dovrebbero registrarsi scissioni a livello regionale. Ma quando si formerà il Governo, per logica politica, una parte dei parlamentari, e tra questi forse c’è la senatrice Pezzopane, non voterà la fiducia al nuovo esecutivo che nascerà insieme con la collaborazione del centrodestra».

D’Alessandro entusiasta per l’emozione provata per aver votato chi, almeno sulla carta sarà al Colle per sette anni, non ha gradito il voto della collega Stefania Pezzopane che ha preferito Rodotà a Marini. «Ha votato contro l’Abruzzo – ha detto in Consiglio regionale – e con questo voto lei si è schierata anche contro le ragioni dell’Aquila e dei centri del cratere sismico. Oggi, che avevamo la possibilità di eleggere un Capo dello Stato abruzzese, tra l’altro della provincia dell’Aquila, la Senatrice Pezzopane ha scelto di non sostenere Franco Marini solo per una presunta questione di coscienza che l’avrebbe dovuta indurre a votare anche contro Prodi e Napoletano. In sintesi: ha votato a favore di tutti tranne che per un abruzzese. Credo che sia una posizione ingiustificabile».

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