IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Commercio: Cgil, sciopero lavoratori

Da Milano a Bologna, da Perugia a Firenze, sarà sciopero dei lavoratori del commercio in molte città italiane per il prossimo 25 aprile e 1 maggio. Lo annuncia la Filcams Cgil che in occasione delle due giornate di festa, prosegue «la battaglia contro la totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festività, autorizzata dal governo Monti attraverso il decreto Salva Italia». «La festa non si vende, si vive, è lo slogan che accompagnerà le tante manifestazioni in molte città» dice il sindacato.

Manifestazioni sono previste in Umbria (Perugia e Terni), Toscana, Abruzzo, Veneto, ma anche Milano, Bologna, Ferrara, Piacenza, Modena, Lecco. «Dopo oltre 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto Salva Italia e della deregolamentazione data dal sistema delle Liberalizzazioni il bilancio di quanto avvenuto nel settore, non può essere positivo – afferma la Filcams Cgil – le liberalizzazioni non hanno creato occupazione aggiuntiva nel settore, né ulteriore ricchezza per le aziende, non hanno prodotto miglioramenti per le condizioni di reddito e di vita delle lavoratrici e lavoratori».

«I dati ufficiali tra l’altro parlano di chiusura di migliaia di esercizi commerciali nel 2012 e nel primo trimestre del 2013; una concorrenza sempre più aspra a cui le piccole e medie strutture di vendita non riescono a far fronte rispetto alle Grandi catene commerciali che comunque stanno “soffrendo” davanti ad una crisi che acuisce i suoi effetti. Il versante che parla alle lavoratrici e lavoratori è ancora più drammatico dove nell’ultimo periodo si sono persi centinaia di posti di lavoro e continua il ricorso agli ammortizzatori sociali, dalla cassa integrazione al contratto di solidarietà», evidenzia il sindacato di categoria della Cgil.

Tra l’altro il costo per sostenere il sempre aperto viene scaricato sulle lavoratrici e i lavoratori: «Per molti dipendenti – prosegue la Filcams – le aziende chiedono di rivedere le condizioni di riconoscimento economico, dalla contrattazione integrativa aziendale o territoriale, cercando di contenere il costo del lavoro e per quei lavoratori che hanno l’obbligo del lavoro domenicale c’é l’aggravante di non avere più la disponibilità di un giorno festivo durante l’anno».

X