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Stefania Pezzopane, non faccio da capro espiatorio

Non ha votato per Franco Marini Presidente e non lo ha nascosto.
Dopo i molteplici attacchi e le tante polemiche, la senatrice abruzzese non ci sta a fare da capro espiatorio.

«Un popolo di centro sinistra deluso e spaesato; un elettorato PD che strappa o riconsegna le tessere; circoli occupati, ovunque, e il partito, o quello che ne rimane, che fa? – scrive nella sua nota – Non trova di meglio che cercare un capro espiatorio e addita me come colpevole.

Neanche nel PCUS si assisteva ad una simile caccia alle streghe.

Un partito arroccato e chiuso in se stesso non prova a riflettere, né ad interrogarsi sul perché di tanto malcontento, continua a non ascoltare l’ennesimo, forse ultimo, grido di dolore della sue gente.

Non capisce – continua la Pezzopane – che avevamo la grande opportunità di ridare fiducia e speranza al popolo di centrosinistra. Invece ci siamo giocati tutto. Siamo riusciti ad affossare entusiasmi, a spegnere le speranze di chi, anche con il voto delle primarie, ha creduto nel cambiamento.

Sono molte le persone con le quali mi sto confrontando in questi giorni sul perché della mia scelta, continuerò a farlo anche in seguito. Sono pronta a discuterne in ogni luogo.

Le ragioni del mio voto a Rodotà – spiega ancora – sono state esclusivamente politiche. Non ho voluto appiattirmi alle logiche di un gruppo dirigente, incapace di ascoltare. Un gruppo dirigente che ha scelto fin dal primo voto l’inciucio col PDL, incomprensibile a milioni di nostri elettori, che votando come me per Bersani avevano detto no al governissimo.

A non votare Marini sono stati in 200, nei banchi della destra e della sinistra e non è stato certo il mio voto (che avrei potuto tacere, come hanno fatto in tanti) ad affossarlo.

Non c’entra niente l’Abruzzo – conclude la senatrice – e tantomeno la ricostruzione dell’Aquila. Strano che alcuni sedicenti “paladini” della ricostruzione si facciano sentire solo ora, mentre in quattro anni non hanno mai mosso un dito per la mia città.

Io ho votato secondo coscienza e per profonde ragioni politiche Rodotà per i primi tre scrutini, al quarto scrutinio ho votato Romano Prodi, persona che stimo e su cui il partito sembrava aver ritrovato l’unità.

Infine ho votato Napolitano, che è stato la nostra ultima spiaggia, grazie agli errori del PD.

Quanto al Direttore Bruno Vespa, mi piacerebbe che le assurdità che dice, le ripetesse in mia presenza. Ho vinto le primarie e secondo precisi accordi, sarei stata comunque capolista. In un primo momento mi avevano indicata come capolista alla Camera, Legnini era stato scelto per il Senato. Nottetempo sono stata spostata dalla Camera al Senato. Solo in questo modo al Senato si poteva garantire l’alternanza donna-uomo, in caso contrario ci sarebbero stati due uomini.

Chi afferma il contrario sa di mentire. Se questo PD non tornerà presto a parlare il linguaggio della verità e del cambiamento, continuerà a perdere voti fino al dissolvimento».

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