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Stampa 3D, a Roma il primo centro italiano

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di Pino Bruno [url”da globalist.it”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=43146&typeb=0&Stampa-3D-a-Roma-il-primo-centro-italiano-[/url]

Un amico designer mi ha mandato un oggetto da stampare, ma non ho una stampante 3D. Che faccio? Se vivo a Roma e dintorni posso andare a 3DiTALY, al Pigneto, il primo centro italiano in cui è possibile portare la chiavetta USB con il file da trasformare in manufatto, con una delle stampanti 3D a disposizione. 3DiTALY si propone come laboratorio pionieristico e sperimentale, punto di riferimento per designer, architetti, maker, bricoleur.

I meno giovani ricorderanno le copisterie di un tempo, quando in casa non c’erano computer e stampanti perché costavano troppo, e si andava lì a fare fotocopie. Ebbene, centri come 3DiTALY nasceranno come funghi, perché la stampa 3D è una delle frontiere digitali, volano della nuova rivoluzione industriale preconizzata dal presidente Barack Obama nel suo ultimo Discorso sullo Stato dell’Unione, il 12 febbraio scorso.

«Ci sono cose che possiamo fare in questo momento, per accelerare questa tendenza – ha detto Obama ai cittadini americani – l’anno scorso abbiamo creato il nostro primo laboratorio di produzione innovativa a Youngstown, Ohio. Un vecchio magazzino è stato trasformato in un laboratorio in cui si lavora alla stampa 3D, che ha il potenziale per rivoluzionare il nostro modo di fare quasi tutto. La stessa cosa può accadere in altre città. Così stasera annuncio l’apertura di altri tre centri di produzione, in cui le imprese collaboreranno con i Dipartimenti della Difesa e dell’Energia per trasformare territori lasciati indietro dalla globalizzazione in centri mondiali per creare posti di lavoro high-tech. E chiedo aiuto a questo Congresso per realizzare una rete di quindici hub e garantire che la prossima rivoluzione nella produzione sia Made in America».

Nel laboratorio si terranno corsi di formazione, workshop, laboratori. Sarà proposta la vendita al dettaglio di oggetti realizzati tramite stampante 3D. Insomma, un luogo per far nascere un nuovo tipo di artigianato, libero, aperto, ecologico, facile, perché la stampa 3D è anche gioco, creatività, rivoluzione artistica.

3DiTALY Store offre a creativi, scuole, imprese e cittadini macchine e attrezzatura necessaria per dar corpo alle proprie idee, permettendo a ogni utente di acquisire le competenze necessarie per trasformare le proprie idee in prototipi e prodotti. Chissà, un giorno potrebbe cambiare la filiera della produzione industriale e accorciare fino al chilometro zero la distanza fra inventore e imprenditore.

Una filosofia in cui crede Massimo Banzi, il padre di Arduino: «Non credo che in maniera molto rapida ora tutti compreremo la stampante 3D come compriamo il frigo a casa. Però sicuramente questi meccanismi lentamente evolveranno fino al punto in cui nelle città ci saranno, così come ora ci sono le copisterie, i negozi che stampano le cose. Oppure si ordineranno online e arriveranno a casa.

Sicuramente queste stampanti sempre più economiche serviranno a una categoria di persone per innovare, per sperimentare, per provare. Da un altro punto di vista anche l’Internet delle Cose è qualcosa che lentamente entrerà nelle case delle persone senza magari essere chiamato l’Internet delle Cose.

Per esempio ora negli Stati Uniti c’è una punta avanzata di consumatori che sostituisce il termostato del riscaldamento di casa con il termostato “Nest”, che è un termostato progettato da un ex dirigente della Apple, che si collega via wi-fi e ha tutta una serie di intelligenze comandabili dal telefonino e via web. Quello è un esempio di Internet delle Cose, ma la gente pensa semplicemente che quello è il nuovo termostato. Alle persone di tutti i giorni non interessa il concetto di Internet dele Cose, interessa che il prodotto gli risolva un problema»[2].

Se ci credono Barack Obama e Massimo Banzi perché non dovremmo farlo noi?

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