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Quirinale: terzo giorno di voto (la diretta)

Ancora fumata nera per l’elezione del capo dello Stato alla quinta votazione. La somma del numero dei voti ottenuti dal candidato più votato, Stefano Rodotà, e quelli delle schede bianche o assegnati ad altri candidati, non consente infatti più il raggiungimento del quorum dei 504 voti.

Bersani è stato oggi a colloquio con Napolitano al Quirinale. Dopo Bersani anche Berlusconi si è recato al Colle. Con il Cavaliere c’è anche Gianni Letta. Al centro del colloquio la situazione di impasse sull’elezione del Capo dello Stato. Nell’incontro tra il presidente della Repubblica e il segretario del Pd “si sono passate in rassegna tutte le ipotesi”.

«Abbiamo incontrato Giorgio Napolitano. Gli abbiamo chiesto la disponibilità a rimanere. Ci ha risposto che ci darà una risposta entro le 13.30». Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (Pd) su Facebook.

Dopo che il Pd ha chiesto la disponibilità di Giorgio Napolitano ad un nuovo mandato e le forze politiche stanno reagendo positivamente all’idea, il capo dello Stato avrebbe chiesto delle garanzie forti per avviare una riflessione personale. Fonti parlamentari confermano che Pier Luigi Bersani ha chiesto la disponibilità del presidente a fare un ulteriore sforzo per tirare fuori la politica dal gravissimo stallo in cui è finita. Napolitano non avrebbe chiuso la porta ma avrebbe chiesto una serie di garanzie: prima fra tutte che l’accordo tra le forze politiche non sia limitato al solo suo nome ma sia legato a doppio filo ad una intesa sul prossimo governo. Un’intesa definita in via preliminare.

Fonti del Pd in particolare spiegano che il presidente non può in alcun caso essere messo nella situazione di dover riaprire consultazioni al buio con il rischio di sentirsi riproporre i veti di poche settimane fa. Fonti del centrodestra invece sottolineano come la difficoltà principale sia proprio la spaccatura del Pd e le conseguenti incognite nel segreto dell’urna. Fonti centriste riferiscono che Napolitano sarebbe ancora “molto incerto” e che Mario Monti cercherà di convincerlo ma confidano che, ove vi fosse un’intesa, si potrebbe partire chiudere già oggi la partita con il vote del pomeriggio per iniziare a lavorare da lunedì a quella del Governo.

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