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«Macerie pubbliche al collasso»

«I cantieri delle opere pubbliche sono inzeppati di macerie. Le imprese sono esasperate dai continui rimpalli della governance sulla definizione delle competenze dello smaltimento. Da settimane si rincorrono notizie ufficiose contrastanti che non portano nessuna soluzione e lasciano le ditte da sole alle prese con il problema». A lanciare l’allarme è l’Ance L’Aquila, che fa presente come alcune imprese iscritte abbiano «segnalato il disservizio causato da una normativa confusa che nessuno riesce ad interpretare in maniera definitiva».

«Nel frattempo – si legge ancora in una nota dell’Ance L’Aquila – i lavori nei cantieri di opere pubbliche sono andati avanti senza poter rimuovere, in mancanza di una chiarezza normativa, i cumuli di macerie che via via si sono fatti più ingombranti. Allo stato attuale l’intoppo, in molti casi, non concede di procedere oltre con i lavori, mentre il tempo di riconsegna dei cantieri continua a scorrere e alle imprese non si scontano di certo le penali».

«Fino a tutto il periodo di emergenza – argomentano i portavoce dell’Ance L’Aquila – erano i soggetti pubblici, Vigili del Fuoco, Esercito e Asm, ad occuparsi della selezione in loco, trasporto e smaltimento. Ora che l’emergenza è formalmente cessata, nessuno sa dire chi può svolgere queste operazioni, né le imprese possono agire secondo interpretazioni non ufficiali che rischiano di farle ritrovare contro la legge. E l’ennesima imbarazzante impasse operativa regna quindi anche su quel poco che in centro storico è stato avviato. Nel frattempo che i soggetti preposti decidono sull’interpretazione della legge sulle macerie pubbliche, e quindi se confermare l’esclusiva di queste mansioni ai soggetti pubblici o trasferirle anche ai privati o lasciare agire in via autonoma le imprese titolari dei cantieri, i lavori sono di fatto paralizzati».

L’Ance «più volte ha sollecitato una presa di posizione formale e pubblica sulla questione, ma ad oggi nessuna risposta è seguita da parte dei responsabili della ricostruzione».

«In attessa dei dovuti e urgenti chiarimenti – conclude la nota – l’Ance sarà costretta a chiedere alle stazioni appaltanti la sospensione dei lavori per impedire che i ritardi e il lassismo dimostrato su questioni così importanti, non venga pagato ancora una volta dalle imprese, costrette da troppe leggerezze a ritardare la riconsegna delle opere».

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