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Azienda indiana promette 240 posti

Riciclaggio di materiali elettronici. Un settore che avrebbe un vasto mercato internazionale e di cui in Italia ancora non esiste un sito produttivo. Potrebbe essere questa la svolta, per il polo elettronico aquilano. Un’operazione condotta sotto traccia dalle istituzioni e ieri presentata dal sindaco Massimo Cialente. L’azienda interessata a insediarsi nei locali di proprietà del Comune e nell’immobile dell’ex Finmek è la Accord Phoenix, di base londinese e con un azionista di maggioranza di origine indiana.

In attesa del piano industriale, che verrà illustrato la prossima settimana, si parla intanto di un investimento di circa 60 milioni di euro che, entro il 2014, potrebbe dare occupazione a 240 persone. La priorità, nel ricollocamento, è per gli ex lavoratori Finmek e tutti i fuoriusciti del polo elettronico, in seguito alla debacle industriale degli ultimi anni. Ma ci sarebbe spazio anche per nuove assunzioni, destinate ai giovani. I sindacati sono cautamente ottimisti, ma vogliono avere in mano i piani industriali.

A trattare con la società inglese, in questi mesi, sono stati il sindaco e l’ex deputato Giovanni Lolli, che garantiscono sulla serietà dell’operazione. Dei 60 milioni di investimento previsti, 40 sono a carico dall’azienda e altri 20 dovrebbero essere reperiti attraverso finanziamenti pubblici, con il coinvolgimento di Invitalia, con cui il sindaco è già in contatto.

Dopo l’incontro con i sindacati, ieri mattina, è partita anche una lettera indirizzata al commissario straordinario della Finmek, Gianluca Vidal, che potrebbe, con questa manifestazione d’interesse, bloccare le procedure di mobilità per i cassintegrati e richiedere un’ulteriore proroga della cassa integrazione, che scade oggi. La bozza di cronoprogramma prevede il ricollocamento, dal prossimo ottobre, delle prime 60 persone, con altri 60 addetti che rientrerebbero a gennaio e altri 60 a giugno. A pieno regime, a dicembre del 2014, si arriverebbe a 240 dipendenti.

L’attività produttiva sarà centrata sul riciclaggio di rifiuti elettronici provenienti da computer, cellulari e simili: in pratica si tratta di stoccare i materiali, selezionare i componenti e recuperare le materie prime. Un settore di cui si occupano 8 siti nel mondo, nessuno in Italia. «Abbiamo preso atto del lavoro fatto dal sindaco e da Lolli nel portare avanti questa trattativa», ha commentato Clara Ciuca della Uilm, «e ribadito che questo sindacato non accetterà altri sciacallaggi ai danni del nostro territorio, dove troppo spesso abbiamo visto operazioni finanziarie e non industriali. Aspettiamo di vedere i primi lavoratori rientrare in fabbrica a ottobre. Occorre vigilare, soprattutto quando c’è in ballo denaro pubblico».

Per favorire il reinserimento lavorativo dei tanti operai che hanno perso il lavoro a causa del disfacimento del polo elettronico, dovranno essere predisposti corsi di formazione. Secondo Gino Mattuccilli della Fim, «si tratta di un’operazione fattibile». La Accord Phoenix è intenzionata ad affittare gli spazi a disposizione nell’area industriale, con l’allestimento di particolari macchinari per il riciclaggio e lo smaltimento dei materiali elettronici. Per Umberto Trasatti della Cgil, «dovrà essere verificato il piano industriale e vanno garantiti i tempi di intervento sulle strutture per renderle idonee».

[i]Fonte: IlCentro[/i]

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