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Sanitopoli: «Non è informazione, è delinquenza»

di Chiara Rizzo

“Giallo nella foto della tangente. Fatture alterate con il bianchetto”. “I misteriosi blitz di Del Turco ad Avezzano”: dopo due perizie della difesa che hanno dato un colpo clamoroso alle accuse, il processo Sanitopoli Abruzzo, che vede sul banco degli imputati l’ex governatore Ottaviano Del Turco, secondo i principali giornali locali nell’ultima settimana avrebbe subìto una svolta inattesa. La difesa Del Turco ha sostenuto, sulla base di una perizia tecnica, che le foto presentate alla procura di Pescara da Vincenzo Angelini, che ritrarrebbero l’esatto momento di una consegna di tangenti il 2 novembre 2007, in realtà risalirebbero ad un anno prima, perché il 2 novembre Del Turco non era nemmeno in casa propria: non ci sarebbe stata per la difesa alcuna tangente, ma solo menzogne costruite ad arte da Angelini, e riprese dall’accusa.

Le prove a sostegno starebbero proprio nelle foto di Angelini, che mostrano un cantiere riferito a lavori compiuti nella sua clinica Villa Pini nel 2006: ma non appena sono state presentate delle fatture di un’azienda edile per dimostrarlo, i giornali hanno titolato sulle misteriose sbianchettature, quasi ad adombrare manipolazioni della difesa sulle prove. In realtà in aula il presidente del Tribunale ha ammesso la validità delle prove della difesa.

LA FOTO È DEL 2006. «C’è un gioco a sfruttare qualunque fraintendimento possibile. Solo che la realtà che si sta ricostruendo in aula è ben diversa, tanto che persino un giornale come [i]Il Fatto quotidiano[/i] ha riconosciuto che sulle fatture non è emerso nulla di illecito per Del Turco» spiega l’avvocato della difesa Gian Domenico Caiazza a [i]tempi.it[/i]: «In aula, tramite la testimonianza del titolare della ditta che aveva fatto i lavori, è emerso che le fatture di Villa Pini sono state emesse nel novembre 2006. Ciò conferma che le famose foto di Del Turco con Angelini risalgono a quel periodo, come dice Del Turco, non al 2007 come sostiene la procura di Pescara e lo stesso Angelini». Insomma i tempi nella ricostruzione dell’accusa non tornerebbero affatto, perciò ci si trova di fronte ad un passaggio cruciale.

Nelle udienze precedenti, il tribunale aveva sollevato il problema delle manipolazioni sulla base di una nota della Guardia di Finanza di Chieti del 5 aprile che parlava di «ravvisate alterazioni e cancellature con il bianchetto» nelle fatture. In aula è stato poi chiarito dal titolare della ditta che lo “sbianchettamento” sospetto in realtà era dovuto ad una precisa caratteristica tecnica del programma che si usa per stampare normalmente tutte le fatture.

Caiazza aggiunge che «il presidente del tribunale di Pescara, Carmelo De Santis, ha dato atto di questo, e ha constatato in aula davanti a tutti che, guardando in controluce le fatture, si poteva leggere bene la data delle bolle di accompagnamento. Anzi, va detto che il presunto “sbianchettamento”, a differenza di quanto si leggeva sui giornali, non riguardava nemmeno la data, perfettamente leggibile. Il tribunale ha riscontrato che le fatture riportano date veritiere, come emerge anche dal confronto tra il registro dell’azienda che ha compiuto i lavori e in quelli di Villa Pini. È stato semmai ottenuto un passo in avanti per confermare che ciò che dice la difesa».

MISTIFICAZIONI A MEZZO STAMPA. Caiazza si chiede perché «l’accusa, i media, e temo forse anche il tribunale, sembrino “impazzire” ogni volta che si dubita della veridicità delle foto di Angelini, e si dimostri che esse non sono vere. Non mi piace commentare il nulla, ma mi chiedo perché ad ogni passo che emerga in favore della difesa, i giornali poi adombrino sospetti e accuse sulle nostre versioni. L’ultimo esempio è di ieri. Noi abbiamo indicato come testi gli ex autisti del presidente Del Turco, che ogni giorno redigevano un rapporto sulle località in cui lo accopagnavano, riportando l’ora in cui andavano a prenderlo e quella in cui era riaccompagnato. Noi abbiamo prodotto quei rapporti in aula, gli autisti hanno riconosciuto l’autenticità di questi documenti: ebbene questi documenti mostrano che il 2 novembre 2007 Del Turco non era in casa. Quel giorno era ad Avezzano a venti chilometri da Collelongo, dove Angelini sostiene di averlo incontrato».

«Inoltre – prosegue il legale – i rapporti dimostrano che Del Turco era rimasto ad Avezzano almeno fino alle 18.30, mentre, dai riscontri con il telepass delle auto di Angelini, si è dimostrato che l’imprenditore è andato a Collelongo tra le 17 e le 17.45. Anziché riconoscere la nuova prova, si è cercato subito di erodere la credibilità di questo testimone della difesa. Il presidente del tribunale ha iniziato a chiedere come mai fossero andati tutto il giorno ad Avezzano, e, di fronte al fatto che 7 anni dopo l’autista non ricordi la ragione, ciò viene usato per mettere in dubbio anche quello che ricorda documenti alla mano. Oggi poi il quotidiano locale [i]il Centro[/i] titola “I misteriosi blitz di Del Turco ad Avezzano”: nessun mistero. Questa è delinquenza pura e non informazione, si vuole adombrare il dubbio che le prove presentate dalla difesa presentino chissà quali mistificazioni mentre così non è».

[i]Fonte: Tempi.it[/i]

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