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Quirinale: ‘Mariniani’ in tensione

C’è grande fibrillazione tra gli ex popolari davanti alla prospettiva di una nuova proposta del Partito democratico per il Quirinale. L’ampia e trasversale area cattolica che ha sostenuto e ancora sostiene Franco Marini non nasconde il malessere di fronte a una linea che considera potenzialmente foriera di altre tensioni e spaccature.

Pier Luigi Bersani ha annunciato l’apertura di una nuova fase, ma non è detto che quanto accaduto ieri sera non si ripeta con protagonisti diversi. Non solo. Per qualcuno il cambiamento di rotta mette in discussione a questo punto la stessa [i]leadership[/i] del partito. Su tutto questo potrebbe esserci una riunione stasera dei popolari.

L’assemblea dei grandi elettori ha votato e deciso a maggioranza, per quanto non certamente ampia, di sostenere Marini. Oggi però in Aula c’è stato il ‘tana libera tutti’ e il partito si è spaccato. In altri tempi, fa notare un ex popolare, chi avesse votato in contrasto con l’indicazione del gruppo sarebbe stato espulso.

Ora che si profila all’orizzonte una nuova candidatura che sarà votata all’assemblea, probabilmente già domani e forse con scrutinio segreto, i cattolici rivendicano il diritto di tenersi ugualmente le mani libere.

«Se la votazione non è stata vincolante oggi perché, dovrebbe esserlo domani?», si è chiesto un deputato. Gli ex popolari vedono come molto remota la possibilità che si arrivi a un asse con il Movimento 5 Stelle sul nome magari di Romano Prodi. E rivendicando il Pd la responsabilità di avanzare una proposta, è forte il rischio che si vada verso un’elezione con i soli voti del centrosinistra. E in questo scenario su chiunque dovesse cadere la scelta, «basterà un minimo malessere per farla saltare», ha avvertito lo stesso parlamentare.

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