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Caro Moratti, ricorda questa foto?

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Madrid, 22 maggio 2010, Inter campione d’Europa dopo 45 anni.

Milano, 17 aprile 2013, Inter eliminata dalla Roma in semifinale di Coppa Italia, dopo essere stata eliminata dal Tottenham nei quarti di finale dell’Europa League. Inter attualmente fuori dall’Europa, a sei giornate dalla conclusione del campionato, essendo settima con 50 punti, 24 in meno rispetto alla Juve capolista.

Caro Moratti, l’immagine che correda questo editoriale è sicuramente fra quelle a lei più care. Fotografa la sua gioia nella notte di Madrid. In meno di tre anni, lo squadrone che firmò la storica Tripletta (Coppa dei Campioni, scudetto e Coppa Italia) si è disintegrato.

Dopo Mourinho, il diluvio: Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni. In cinque non hanno fatto un Mou. Ieri sera a San Siro, la Roma ha passeggiato fra le macerie di una squadra senza capo né codam senza gioco, abborracciata e inconcludente, velleitaria e perdente.

Certo: 14 indisponibili sono una moltitudine, per non dire dei torti arbitrali patiti in campionato. Le attenuanti non mancano al tecnico più giovane della serie A che lei, caro Presidente, ha voluto e difeso in questo anno vissuto mediocremente.

Lo stesso tecnico che, dopo essere stato preso a pallate da Andreazzoli, ha sbottato: «Non me ne frega niente delle voci sul mio futuro. Finché sarò sulla panchina dell’Inter darò il 110 per cento per questi colori. I giornali possono tirare fuori anche 127 nomi diversi di allenatori, a me non importa. Tanto voi tirate fuori un nome, quello rinnova con la sua squadra, e dovete tirarne fuori un altro. Diciamo che aiutiamo a far rinnovare i contratti degli altri allenatori. Finché siamo stati tutti eravamo secondi e avevamo battuto le prime quattro del campionato. Ora siamo in questa situazione e siamo arrabbiati. Se la Roma avesse giocato senza Totti, Lamela e Destro avrebbe fatto fatica. Se avessimo cominciato male la stagione e ora avessimo fatto quello che abbiamo fatto nel girone d’andata tutti direbbero che siamo fenomeni».

Se, se, se. Ora basta. L’Inter non è la squadra di Vattelapesca: è uno dei club più prestigiosi e conosciuti nel mondo. Ha sbagliato la campagna acquisti estiva e invernale. Le serviva il vice Milito? Non l’ha preso. In compenso, ha svenduto Sneijder al Galatasaray, ha venduto Coutinho al Liverpool, ha ceduto Livaja in comproprietà all’Atalanta e ha lasciato Longo all’Espanyol. La difesa fa acqua? Eppure tutta la retroguardia dell’Under 21 è di pura scuola nerazzurra, ma nessuno dei suoi componenti gioca nella squadra di Stramaccioni. Un caso, una coincidenza o una scelta infelice?

Potremmo andare avanti a lungo. I tifosi invocano Mourinho e se la sono presa con l’ex juventino ed ex napoletano Fassone, direttore generale che però non ha voce in capitolo sul mercato. E Branca? Non c’entra Branca? E Oriali, scaricato come un pacco postale: dov’è Oriali? Perchè è stato fatto fuori Oriali, determinante nella costruzione dell’EuroInter mourinhiana?

Caro Moratti, se vuole che un giorno, sebbene presumibilmente molto lontano, quella foto venga scattata di nuovo, ora faccia piazza pulita. Tabula rasa. Non ci sono alternative.

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