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Consiglio Mesva: convenzione Asl 1 e università dell’Aquila

«Il Consiglio del dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva), nella seduta del 16 aprile, si è espresso rispetto alla bozza di convenzione tra la Asl n. 1 e università dell’Aquila. Apprezzamenti sono stati espressi rispetto alla proposta di inserimento in convenzione di importanti strutture a direzione universitaria, quali la U.O.S.D. Anatomia Patologica e la U.O.S.D. Ematologia, nonché il nuovo convenzionamento di Colleghi Ricercatori e Tecnici che, in molti casi per anni, hanno svolto la loro attività assistenziale a titolo totalmente gratuito». A comunicarlo, attraverso una nota, è il dipartimento Mesva.

«Il Consiglio di Dipartimento – prosegue la nota – ha rivolto un sentito ringraziamento al magnifico rettore professore Ferdinando di Orio per il difficile ruolo di mediazione che sta ricoprendo nei rapporti tra Asl e Università al fine di salvaguardare interessi istituzionali prioritari dell’Ateneo nonostante il periodo contingente di crisi che, a tutti i livelli, sta attraversando il Paese».

«Il Consiglio di Dipartimento – si legge ancora nella nota – ha, altresì, avanzato varie proposte specifiche per ottimizzare le scelte da operare e raggiungere i migliori risultati ottenibili tenendo conto delle esigenze formative in ambito medico e sanitario, senza, comunque, perdere di vista la necessità che ha il direttore generale dottor Silveri di rispettare vincoli e disposizioni di legge tendenti al risanamento del deficit nella sanità. Con l’occasione, sempre nell’interesse della nostra sede universitaria e, quindi, del territorio cui fa riferimento, il Consiglio ha invitato il Rettore a continuare a sensibilizzare gli interlocutori regionali a riconoscere appieno, nella stesura del nuovo Protocollo d’Intesa, le esigenze collegate ad una attività assistenziale considerata da sempre inscindibile da quella didattica e di ricerca. Tali esigenze, riconducibili ad entrambe le Scuole di Medicina abruzzesi, sono peraltro ben definite dalle normative vigenti che, nella nostra Regione, continuano, oramai da troppi anni, ad essere disattese».

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