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Sindaco manifesta a Roma, sbloccati fondi

«Abbiamo un miliardo di euro, arriveranno in una ventina di giorni. Abbiamo ottenuto ciò che volevamo, è andata molto bene». Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commenta l’incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, avvenuto a Roma dopo la manifestazione promossa dai comuni del cratere per chiedere al governo lo sblocco di fondi per la ricostruzione in Abruzzo dopo il sisma del 2009.

Una trentina di amministratori hanno sfilato nelle vie del centro storico della capitale con due carriole, simbolo negli anni scorsi della protesta degli aquilani, piene di progetti di ricostruzione. La delegazione ricevuta da Catricalà era composta da 12 amministratori guidati da Cialente.

«Finché c’é stato Chiodi commissario sono state rimandate indietro somme, noi siamo stati più bravi. E’ stata tamponata un’emergenza, ora cominciamo a parlare delle coperture del cronoprogramma» ha aggiunto Cialente che ha fatto sapere anche di aver parlato con la presidenza della Repubblica per verificare chi, tra l’attuale capo dello stato, Napolitano, e il prossimo dovrà firmare il provvedimento. «Si stanno approfondendo questioni di correttezza istituzionale, comunque tra una ventina di giorni, massimo 25, avremo i fondi per finanziare i progetti cantierabili».

«Non sembra ci sia lo stesso spiraglio di speranza per gli altri paesi del cratere». Ha aggiunto l’ex sindaco di Navelli e attuale consigliere provinciale Pdl Paolo Federico. »Non abbiamo percepito lo stesso impegno che si è, invece, chiaramente sentito per la città dell’Aquila.

Ascoltate le relazioni dei sindaci, il sottosegretario Catricalà, come si legge in una nota, «ha registrato con soddisfazione l’avvio di tutte le procedure necessarie alla ricostruzione e l’accelerazione nelle varie attività. Ciò è dovuto – ha detto – all’impegno del ministro Fabrizio Barca e delle forze locali. Catricalà ha preso atto dell’urgenza di un intervento che consenta la prosecuzione delle opere senza interruzioni e si è riservato di riferire al Presidente del Consiglio per la ricerca da parte del Governo di adeguate soluzioni».

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