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Carriole a Roma, Cialente: «Non è una protesta»

«Saremo una quindicina e verremo ricevuti dal sottosegretario Antonio Catricalà. È un primo incontro con il Governo per costringerlo a uscire allo scoperto e far capire che non ci sono i soldi per la ricostruzione. Spero che l’esecutivo prenda atto di questo». Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, presenta l’iniziativa di domani dove sarà ricevuto a palazzo Chigi con una quindicina di amministratori.

«Non è una protesta, iniziamo lento pede – chiarisce – ma se poi il colloquio non dovesse sortire effetti allora ci saranno i Consigli comunali all’aperto e le proteste». Quanto alla presenza delle ‘carriole’, criticata dall’assemblea dei comitati cittadini perché simbolo ormai consolidato della protesta della gente e non delle istituzioni, per il primo cittadino «è solo un atto simbolico per dimostrare al Governo che sono finiti i soldi».

Sul presidente della Regione, Gianni Chiodi, fino al 31 agosto scorso commissario delegato di governo, Cialente dice: «Non ha fatto niente e ha restituito mezzo miliardo e così il governo è stato tratto in inganno. A palazzo Chigi hanno pensato che, avendo stanziato 2,2 miliardi ed essendo tornati indietro 500 milioni, all’Aquila si fosse stati incapaci di utilizzare risorse. Invece dopo la fine del commissariamento abbiamo accelerato e siamo andati avanti». Con una metafora calcistica, il sindaco del capoluogo spiega che «nel primo tempo della partita Chiodi ha rimandato indietro 500 milioni, nel secondo tempo i Comuni si sono trovati a -800 milioni», e quindi con la ricostruzione ferma.

«Nella gestione Chiodi è stata bloccata con varie motivazioni inesistenti», aggiunge Cialente che accusa anche l’ex responsabile della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana: «Ha bloccato la rinascita del centro storico, ora abbiamo accelerato e ci sono cantieri pronti con progetti per 400 milioni di euro».

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