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Inchiesta Map e C.a.s.e. libere croniche

di Antonella Calcagni

Il Comune dell’Aquila si costituirà probabilmente parte civile in occasione dell’eventuale processo penale relativo all’inchiesta su alcuni Map, culminata con il sequestro disposto dal giudice per il quale quelle abitazioni sono non affidabili sotto il profilo della sicurezza.

La proposta è emersa da parte dei consiglieri Stefano Palumbo (Pd) e Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) in occasione della seduta della Terza commissione, alla presenza dell’assessore all’assistenza alla popolazione, Fabio Pelini.

Secondo il pm si tratta di manufatti che non hanno adeguati coefficienti di sicurezza e, inoltre, esiste il rischio di caduta di persone per via di una pavimentazione inadeguata; oltre all’ipotesi che l’oscillazione dei lampioni può risultare pericolosa per chi dovesse passare da quelle parti.

L’assessore, si è detto d’accordo con la proposta, spiegando che sarà tuttavia competenza della giunta deliberare l’atto. L’assessore ha fatto anche il punto sull’assistenza dei 6 mila cittadini in Cas e dei 15 mila in alloggi, annunciando che la prossima settimana saranno pubblicate tutte le assegnazioni degli alloggi del progetto Case e map e di quelli liberi. Pelini ha evidenziato che ci sono case libere “croniche” come ad Assergi, Camarda, Colle Brincioni. «Andranno ad occuparli temporaneamente gli occupanti degli alloggi Ater di San Gregorio che devono essere riparati».

Sono una cinquantina gli appartamenti inagibili fra case e Map che saranno risistemati con 4 milioni e mezzo di euro. Si tratta di un dato altissimo, spesso si tratta di danni strutturali; a volte i danni sono invece provocati dalla inciviltà degli occupanti. E per restare in tema di inciviltà: sono scomparsi i televisori al plasma donati in occasione del sisma che si trovavano nell’Hotel Sassari e nelle altre camere del G8 all’interno della Scuola delle fiamme Gialle. Lo ha svelato Pelini proponendo alla commissione di tentare di recuperare i mobili di pregio ancora nelle stanze per distribuirli nei centri anziani.

Evidenziata altresì la necessità di normare meglio le categorie beneficiarie del Cas fra cui tanti nuclei che vivono fuori e che percepiscono l’indennità regolarmente. Sono in autonoma sistemazione anche i proprietari delle casette e anche coloro che vivono in alloggi donati da istituti religiosi o coloro che abitano nel villaggio Sanofi Aventis.

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