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Fbi, Facebook’s backstage itinerary

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di Gioia Chiostri

Due coincidenze fanno un indizio, tre fanno una prova. Un adagio che, se ha aveva una qualche valenza quando il simbolo dell’evidenza era la macchia di rossetto sul colletto della camicia del proprio uomo, oggi ha i giorni contati. Con l’avvento della tecnologia, e di Facebook soprattutto, venire a conoscenza del cosiddetto inciucio, è una vera sfida.

LE SPIE DEL TRADIMENTOPassword segrete, che purtroppo non corrispondono mai alla solita data di nascita propria, del partner, o della propria madre (per gli uomini); profilo invisibile, messaggi cancellati per sempre con un semplice click. Facebook – il mondo virtuale che oramai ha praticamente paralizzato tutte le relazioni reali, mutandole in una sorta di chat asettica, nella quale una parola è poca e due sono troppe – aiuta i fedifraghi. Ma un modo per ‘sgamarli’, volendo usare questo splendido verbo della nuova generazione, c’è .

Primo campanello d’allarme è il frequente cambio delle password. Se si è limpidi come uno specchio d’acqua a primavera, è inutile cambiare spesso la chiave d’accesso al proprio profilo Fb. Anche rimanere connessi a lungo, con lo schermo lontano da occhi indiscreti, può essere un indizio preoccupante. Cancellare il proprio archivio storico confonde non poco le idee e che dire del sorrisino senza motivo davanti lo schermo del Pc?

Troppi giri di valzer, conviene andare al sodo. La prima cosa da fare è utilizzare la stessa arma contro un [i]partner[/i] che si ritiene infedele. Si potrebbe provare a creare un profilo falso, con la bella foto di qualche ragazza/o sconosciuta/o, carina/o e inesistente. Prima di ciò, bisogna assicurarsi di aver creato appositamente un nuovo indirizzo e-mail, non conosciuto ovviamente dal partner. Si chiede l’amicizia a lui/lei e si attende. Meglio magari chiederla prima ad un amico/a stretto/a della persona che si vuole beccare. La prova sarà ancor più probante se l’amicizia a richiederla sarà proprio lui/lei! Attenzione a non esagerare con le moine da gatta morta o cane bastonato, la persona in questione potrebbe accorgersi del trucco.

FACEBOOK COMPLICE DEI TRADIMENTI Nulla di strano se sul banco degli imputati finiscono i [i]social network[/i] che, come ha spiegato tempo fa l’Associazione matrimonialisti, «anche in Italia sono diventati una delle cause più frequenti di infedeltà coniugale e di separazioni/divorzi».

Nel nostro Paese almeno il 20% delle crisi coniugali che arrivano in Tribunale sono causate da Facebook (80% del totale) e da Twitter (20%). Si tratta di un fenomeno denunciato l’anno scorso dall’associazione dei matrimonialisti degli Usa e confermato. Le infedeltà riguardano coppie di tutte le età, anche quelle sposate da trent’anni. Facebook è virtuale solo all’inizio del rapporto, ma poi diventa l’occasione di incontri veri e propri (secondo il Centro Studi dell’Ami, il 70% si trasformano in scappatelle, il 30% diventano storie durature e parallele).

Spesso in Tribunale sono portate le prove di messaggi compromettenti scambiati sui social network. È fiorente il commercio di [i]software[/i] per risalire alla password del coniuge iscritto su Facebook o Twitter. Anche il tradimento virtuale può essere causa di divorzio e di addebito. Nel sud si tradisce su Facebook come nel nord e questa è un’altra novità interessante.

Il 39% degli utenti di Facebook si dichiara single. Secondo i dati di Mashable: Usa, Sudafrica, Islanda, Inghilterra e Canada sono i paesi dove gli utenti di Facebook indicano più di altri il proprio status sentimentale. Ma sono sempre le donne a sopravanzare gli uomini: 1,28 donne contro 1 uomo. L’anno scorso il 37% degli utenti è passato a single, mentre il 31% a sposato.

Il [i]virtual love[/i] è, al giorno d’oggi un dato di fatto: nessuno può dire di non aver mai attaccato bottone via web con qualche vecchia conoscenza perduta e, in seguito ritrovata. Facile smettere di essere fidanzata/o, nascondendo questa spinosa informazione con una semplice modifica profilo. Facilissimo non dare nell’occhio, postando solamente foto selezionate (dove si è o in solitudine, o in dolce compagnia, a seconda se si vuol far ingelosire o attirare a sè).

Quanti utilizzano i social network per adescare una vecchia fiamma? La lista è lunga e di certo potrà essere “bruciata” in qualsiasi momento cliccando su ‘rimuovi’ conversazione, nel reparto messaggi di Facebook. Ma esiste anche la funzione backup: la procedura è piuttosto semplice: da account selezionate impostazioni account e da li scarica tutte le informazioni. A questo punto ci verrà richiesta nuovamente la password e verremo invitati ad aspettare una e-mail che ci informerà quando il backup sarà pronto. Dopo poco si riceverà il seguente messaggio: ‘Di recente hai chiesto di scaricare le tue informazioni su Facebook.Il tuo archivio è pronto. Segui il link riportato in basso per scaricarlo. Tieni presente che questo file contiene informazioni riservate. Dal momento che questo download contiene le tue informazioni del profilo, ti consigliamo di salvarlo in un luogo sicuro e di valutare con attenzione prima di archiviarlo, inviarlo o caricarlo su altri servizi’. Cliccando sul link, ci viene nuovamente chiesta la password e ci viene fatto effettuare il classico controllo di sicurezza individuando i nostri amici in base alle foto che ci vengono mostrate. Superato questo, sarà possibile scaricare il file zip.

C’è da chiedersi se l’alleato Facebook possa eguagliare un amico fidato o i consigli della mamma. Molto spesso serve solo un indizio in più per costringersi a voltare pagina. Altrettanto spesso, però, l’indizio non si vuol vedere e si rimane convinti che la password usata dal lui/lei rimarcante il nostro nome sia la prova d’amore più bella. Eppure basterebbe vedere ciò che c’è dietro quella password così romanticamente a noi dedicata per buttare giù la falsa facciata.

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