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Piante organiche magistrati, interventi in 50 sedi giudiziarie

Nessuna “decurtazione” di organici, ma solo una sorta di “compensazione” del personale di magistratura in alcuni tribunali e procure toccati dalla riforma delle circoscrizioni giudiziarie, che prenderà il via il prossimo 13 settembre. E’ quanto prevede il documento che il Guardasigilli Paola Severino ha messo a punto e inviato al Csm che dovrà esprimere il suo parere.

Nel febbraio scorso, la questione delle nuove piante organiche era stata discussa in parte a Palazzo dei Marescialli, prima che il ministro chiedesse il “differimento” del parere per elaborare una nuova proposta.

L’intervento sulle piante organiche, a differenza della prima versione inviata al Csm lo scorso inverno, riguarda solo 50 sedi giudiziarie, ossia quelle toccate dalla riforma, che prevede accorpamenti di svariati uffici sul territorio, con la chiusura di quelli più piccoli.

Nei tribunali e nelle procure di Alessandria, Asti, Avellino, Castrovillari, Chieti, Cremona, Cuneo, Enna, Genova, Lagonegro, L’Aquila, Patti, Potenza, Ragusa, Siena, Terni, Vercelli, Benevento, Foggia, Imperia, Macerata, Pavia, Pesaro, Vicenza e Udine – uffici giudiziari i cui circondari vengono accorpati senza modifiche territoriali – si procederà all’aggregazione degli organici senza operarne alcuna variazione.

In quegli uffici (tribunali e procure di Caltagirone, Catania, Gela, Marsala, Palermo, Perugia, Sciacca e Termini Imerese) la cui consistenza territoriale sarà modificata in maniera marginale, resterà invariata la dotazione organica di magistrati.

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