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Meno parti cesarei ad Avezzano

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Laurea con lode all’ospedale di Avezzano per il contenimento dei parti cesarei, fondamentale criterio – guida per valutare l’efficienza dei reparti di Ostetricia e Ginecologia. Le Unità operative che riducono i parti chirurgici, secondo il Ministero Salute, sono indice di affidabilità e sicurezza. Avezzano, rispetto ai parametri nazionali, ha abbassato vertiginosamente l’asticella della media nazionale, ferma a 43%, riuscendo a ridurre fino al 33% i parti cesarei. 10 punti di percentuale in meno, al confronto col dato italiano, che rappresentano un’eccezione non solo in Abruzzo ma rispetto a molte regioni italiane. Un dato, quello del reparto di Ostetricia e Ginecologia del presidio marsicano, ancora più significativo alla luce dei dati recentemente diffusi dalla nostra Regione che parlano, in Abruzzo, di una media del 45%.

La necessità di ridurre i parti cesarei e invertire la tendenza è così importante che l’amministrazione regionale ha annunciato nei giorni scorsi l’istituzione di organismo di monitoraggio per i reparti degli ospedali abruzzesi. In questo senso, a maggior ragione, il reparto di Avezzano brilla per rigore e oculatezza e, forte di questo dato inconfutabile, può esibire un altro punto di forza, pure esso indice di efficienza: il parto indolore. Pratica, quest’ultima, che da gennaio scorso è entrata, col ‘sigillo’ ufficiale del legislatore, nei Lea (livelli essenziali di assistenza). Ad Avezzano, in realtà, il parto indolore, su richiesta della partoriente (e in modo gratuito), viene garantito già da alcuni anni, in virtù della professionalità e abnegazione degli anestesisti, nella fascia oraria 8-20.

«C’è un progetto – dichiara il Direttore di Ostetricia e Ginecologia, Giuseppe Ruggeri – per potenziare il servizio. Attualmente lo garantiamo nella misura del 10% ma ci sono tutte le premesse per migliorarlo. Inoltre, la recente riorganizzazione delle sale operatorie e delle sale parto, nel nostro ospedale, ha portato benefici notevoli, rendendo molto più incisiva l’attività di Ostetricia. In un apposito blocco, nell’area della sale operatorie, si trovano infatti 2 sale parto e la sala travaglio, ubicazione che consente di trattare al meglio e tempestivamente le donne in procinto di partorire».

Con non pochi sforzi, e grazie al sostegno della Direzione aziendale, guidata dal Manager Asl Giancarlo Silveri e all’abnegazione del personale, il reparto è oggi l’imprescindibile punto di riferimento di un’area molto vasta, dalla Marsica orientale al confine con Sora. Un volume di attività, legato un oggettivo tasso di qualità, che ha consentito a Ostetricia di superare lo storico muro dei 1.000 parti annui. Lo scorso anno i bimbi venuti alla luce ad Avezzano sono stati 1.054 e quest’anno, da gennaio a oggi, le ‘culle’ sono già a quota 255, che rappresentano il 26% del dato annuo.

Un terzo nasce da coppie straniere.

«Dal 1 gennaio al 30 marzo scorso – afferma Ruggeri – abbiamo avuto 57 parti di coppie straniere e 13 parti di coppie miste. Le coppie miste sono composte soprattutto da etnie del Nord Africa e da rumeni mentre quelle miste da padre italiano e madre ucraina e polacca».

La crisi frena lievemente le nascite.

Come in tutti gli ospedali italiani, dagli ultimi mesi del 2012, anche ad Avezzano si registra una flessione, sia pure contenuta, conseguenza diretta della crisi economica.

«Si rimanda – dichiara Ruggeri – il secondo figlio a tempi migliori e molte coppie straniere, in mancanza di lavoro nell’edilizia e in agricoltura nella Marsica, sono rientrate nei loro paesi di origine o sono emigrate in altri paesi europei dove hanno più possibilità di lavoro».

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