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Blundo, «No a Ombrina mare 2»

«Il movimento 5 stelle ha inserito nel proprio programma, come priorità, la tutela dell’ambiente. I parlamentari abruzzesi, da quando si sono insediati, sono impegnati per una battaglia importantissima: fermare il progetto Ombrina mare 2, ovvero il più grande impianto estrattivo dell’Adriatico» lo scrive in una nota la senatrice Enza Blundo.

Gli eletti al senato Castaldi e Blundo hanno presentato un’interrogazione orale e successivamente la cittadina senatrice Rosetta Enza Blundo ha presentato un disegno di legge come prima firmataria per chiedere la modifica dell’art. 6 comma 17 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, per modificare la legislazione vigente, nel senso di limitare la possibilità di eseguire prospezioni in area marina in prossimità delle coste, che è stato condiviso con altri portavoce al Senato del M5S riguardo numerose richieste di similari interventi nei loro territori.

Con la legge attuale viene offerta alle compagnie petrolifere la possibilità di accrescere lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi nelle acque al largo della costa italiana aumentando notevolmente i rischi di contaminazione delle stesse, in particolare lungo la costa adriatica, destando forti preoccupazioni nelle comunità locali.

Il progetto Ombrina 2 interessa il litorale fra Ortona, San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia e Torino di Sangro e prevede la costruzione di una piattaforma per estrazione di petrolio con annessa nave FPSO (Floating Production Storage Offloading), un vero e proprio centro oli galleggiante lungo 350 metri per la desolforazione sul posto del petrolio e del gas estratti dai fondali marini a soli 9 chilometri dalla riva.

Basandosi sui dati statistici registrati dalla Oil and Gas Uk sulle strutture di estrazione britanniche del Mare del Nord, si rischierebbero come minimo almeno quattro incidenti l’anno tra incendi, esplosioni e sversamenti, dati che, conteggiati per i 24 anni in cui la piattaforma e la Fspo sarebbero in funzione, vorrebbero dire in tutto 68 perdite in mare ed una ventina di incendi. La situazione attuale non è per niente facile: da una parte c’è un decreto interministeriale (ministero dell’Ambiente e ministero per i Beni e le attività culturali) di Via (valutazione impatto ambientale) e dall’altra il parere negativo del la Regione Abruzzo sulla procedura di Via.

A fronte di tali contrasti il 7 marzo 2013, presso il ministero dello sviluppo economico si è tenuto un incontro sul progetto Ombrina Mare 2 e la decisione finale è stata quella di procedere ad un approfondimento del progetto e del suo impatto sul territorio e sull’economia dell’area chietina.

Ricorda la cittadina Blundo: «La realizzazione della piattaforma avrebbe come conseguenza immediata il depauperamento del patrimonio naturalistico e paesaggistico con pesanti ricadute sull’economia dell’intera regione. La manifestazione che si terrà a Pescara il 13 aprile ore 15.30 è un’occasione per ribadire ai ministeri che la costa abruzzese va difesa contro gli interessi delle compagnie petrolifere».

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