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Quirinale, ecco i ‘grandi elettori’ d’Abruzzo

Il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha designato i tre ‘grandi elettori‘ che avranno il compito di integrare il Parlamento riunito in seduta comune per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica a partire dal prossimo 18 aprile.

Si tratta del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, del presidente della Regione, Gianni Chiodi, e del capogruppo del principale partito dell’opposizione, il Partito democratico, Camillo D’Alessandro.

I tre sono stati eletti oggi con votazione a scrutinio segreto, ogni consigliere poteva esprimere due preferenze. Sono stati 27 i voti per Pagano, 19 quelli per Chiodi e 15 per D’Alessandro. Un voto (poi dichiarato nullo) lo ha ricevuto anche Luciano D’Alfonso, ex sindaco di Pescara. Anche Cesare D’Alessandro (Italia dei valori) ha ricevuto voti, 10.

«Considero questa elezione un attestato di stima importante da parte del Consiglio regionale» ha commentato Camillo D’Alessandro al termine della votazione.

«Rappresentare gli abruzzesi per la scelta del nuovo presidente della Repubblica – ha aggiunto – è un onore che arricchisce la mia carriera politica. Porterò dentro l’aula parlamentare il sentimento degli abruzzesi». D’Alessandro, 36 anni, originario di Arielli (Chieti), è alla sua seconda legislatura.

«Sono davvero orgoglioso che l’Abruzzo porti a Roma i massimi livelli delle sue istituzioni: il Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta e il Capogruppo del partito più grande dell’opposizione», ha sottolineato Pagano. «Andremo a Roma con spirito positivo – ha aggiunto – nell’auspicio che il prossimo Capo dello Stato sia una persona al di sopra delle parti, in grado di affrontare uno dei momenti più difficili della vita istituzionale del nostro Paese. Il periodo che stiamo affrontando, anche dal punto di vista economico e sociale, è senza dubbio uno dei più complicati dal Dopoguerra a oggi, per cui è necessaria una grande figura, di capacità ed esperienza».

«Oltre a esprimere grande stima per il presidente Napolitano e per il grande lavoro svolto in questi sette anni – ha commentato Chiodi – ritengo sia quanto mai opportuno, in un momento così delicato per il Paese, che la politica recuperi in pieno la dignità della sua funzione portando al Quirinale una figura di acclarato spessore e carisma, capace di esprimere la necessaria sensibilità ed esperienza istituzionale richiesti per esercitare la prima carica dello Stato». «Serve un nome largamente condiviso – ha aggiunto Chiodi – che esprima la necessaria sintesi politica richiesta in un simile frangente di crisi politica, anche perchè in caso contrario difficilmente si eviterebbe il ritorno al voto».

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