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Coisp L’Aquila: «Nessuno ha infangato la memoria di Federico»

In seguito alla proposta di conferire a Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, la cittadinanza aquilana, il segretario generale del Coisp L’Aquila, Santino Li Calzi, scrive al segretario del Pd, Stefano Albano.

«Apprendiamo della sua ‘lodevole’ iniziativa di chiedere al gruppo consiliare del suo partito di farsi promotore affinché venga conferita la ‘cittadinanza onoraria’ alla signora Patrizia Moretti, madre di Federico Aldovandi – scrive il Coisp L’Aquila in una lettera aperta – Non macchi però questa bellissima iniziativa con affermazioni che non corrispondono a verità e che potrebbero, se portate avanti, inefficiare il percorso di tale encomiabile proposta».

«Alcuni dei fatti da lei utilizzati a supporto di tale ‘iniziativa’ avrebbero richiesto una maggiore attenzione – prosegue la lettera – infatti l’affermazione “[i]Siamo tutti rimasti colpiti e impressionati dal coraggio della signora Moretti che si è manifestato anche recentemente, quando non ha avuto paura di affrontare a viso aperto una manifestazione scandalosa che sotto ai suoi occhi infangava la memoria del figlio e la verità dei fatti[/i]”, in riferimento al sit-in del Coisp tenuto a Ferrara il 27 marzo scorso, è del tutto priva di fondamento e, nonostante le smentite anche del questore di Ferrara, siamo ancora una volta costretti a fare alcune precisazioni».

«Contrariamente a quanto lei sostiene – spiega il segretario generale del Coisp L’Aquila, Santino Li Calzi – il sit-in, regolarmente comunicato al questore, al prefetto e al sindaco che nulla hanno obiettato in merito, è consistito in una presenza silenziosa, senza fischietti o trombe e senza megafoni in quanto non vi erano nessuno slogan da urlare e, cosa principale, non era diretto in alcuno modo contro Federico o la madre dello stesso. Nessuno, ripeto nessuno ha “infangato” la memoria di Federico e non perché lo diciamo noi, ma perché non vi era nessun motivo per farlo».

«Spiace constatare – si legge ancora nella lettera aperta – che una persona con il suo ruolo, quello di segretario di un grosso partito, con responsabilità di Governo nella nostra città, non abbia avuto la compiacenza, prima di scrivere “falsità” di accertarsi sui reali accadimenti che si sono verificati a Ferrara e che hanno visto, inconsapevolmente, protagonista il Coisp, sigla di una delle maggiori organizzazioni sindacali della Polizia aquilana. Le allego, con preghiera di analizzarla serenamente, copiosa documentazione dalla quale emerge inconfutabilmente la vergognosa strumentalizzazione, da parte degli organi di stampa della pacifica e corretta manifestazione del Coisp che portava in piazza l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica su una vicenda per noi scandalosa, cioè che per i poliziotti la legge non è uguale per tutti. La invito pertanto a continuare nella proposta da lei presentata, che come già detto condividiamo, diffidandola però ad utilizzare “strumentalmente” la vicenda che ci ha visto spiacevolmente e falsamente protagonisti».

«Se possiamo permetterci – aggiunge Li Calzi – considerato l’elevato senso civico che certamente la contraddistingue, la preghiamo di voler accompagnare la richiesta di cittadinanza onoraria per Patrizia Moretti anche dalla proposta, per la medesima riconoscenza, per la signora Claudia Francardi vedova del carabiniere Antonio Santarelli ucciso a bastonate nei pressi di Grosseto da Matteo Gorelli. La signora Francardi con “encomiabile dignita” ha saputo capire il dolore che colpisce una madre tanto da portarla, prima della sentenza, ad abbracciare la madre di Matteo. L’Aquila certamente è città aperta, sa bene cos’è il dolore e le ingiustizie e conosce la dignità nell’affrontarle, questi aggettivi che facciamo nostri ci portano ad essere certamente al suo fianco se deciderà di portare avanti queste proposte senza falsità e strumentalizzazioni anche perché la verità sta venendo a galla».

«Ci tengo a ribadire tutto, dal contenuto alla sostanza», ha replicato Stefano Albano. «Siamo convinti – ha aggiunto – che manifestare solidarietà ai responsabili della morte di Federico sotto la finestra dell’ufficio della madre sia stato più di un errore, ma un gesto da censurare e che non si deve ripetere più. Questo al di fuori del burocratese. La migliore risposta adesso è iniziare il percorso che porterà al conferimento della cittadinanza onoraria aquilana a Patrizia Moretti. Io prendo l’impegno a nome del gruppo consiliare del Partito Democratico, ma la proposta ovviamente è aperta a tutti i componenti del Consiglio comunale».

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