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Sport

Caro Moratti, sugli arbitri ha ragione

Caro Presidente Moratti,

la sua ira contro gli arbitri è comprensibile, nonchè giustificata dalle 21 partite senza un rigore a favore, dai torti ripetuti commessi ai danni dell’Inter. Argomentazioni ineccepibili.

Lei soggiunge di non credere alla buonafede degli arbitri: rispetto la sua opinione, mi permetto di non condividerla.

Non ci sono né complotti né congiure, signor Presidente. Ci sono, semplicemente, malauguratamente per il calcio italiano, arbitri che dal punto di vista tecnico sono mediocri, inadeguati, privi di personalità. Arbitri che, se vigesse un criterio meritocratico, tanto più sbagliano quanto meno dirigono. Al tempo di Nicchi & Braschi, invece, succede esattamente l’opposto (Tagliavento, dopo Juve-Inter, del novembre scorso, venne fermato per soli tre turni. Si è visto con quali risultati).

E, siccome, stiamo parlando di professionisti, anche se non si può dire, ma percepiscono rimborsi spese grazie ai quali una famiglia normale raggiungerebbe tranquillamente la fine del mese, quando sbagliano bisognerebbe cominciare a colpirli anche del portafoglio. Dicono che la misura costituisca un formidabile deterrente contro la deconcentrazione. Sempre aspettando che Blatter e Platini dicano sì alla moviola: ma, sinchè ci sono loro, non c’è speranza.

Il problema è un altro, caro presidente e ben più grave. Se un sistema non funziona, si cerca democraticamente di cambiarlo. Ma, per chi ha votato l’Inter, assieme al 94% del calcio italiano, quando nel gennaio scorso si è trattato di eleggere i nuovi organi direttivi della Federcalcio e il presidente della medesima?

Il dottor Giancarlo Abete è stato trionfalmente rieletto ed è lo stesso che ora fa il pesce in barile con l’Inter (“Ci sono degli errori, a volte accadono in momenti complessi della vita di una squadra. Questi errori dispiacciono in primis al mondo arbitrale e alla federazione”. Brrrr: che paura che fa agli arbitri).

C’è poi l’ineffabile signor Marcello Nicchi. Anzichè spiegarci perchè gli arbitri sbaglino così tanto, quando finalmente potranno spiegare i loro errori dopo la partita, perchè non vengano fermati per sei mesi anzichè per due turni, pontifica: «Chi non ha fiducia nelle componenti federali non può fare calcio».

Capito come va il mondo nella Repubblica dell’incontrario? Il presidente dell’associazione di categoria che si permette di fare la morale al presidente di una fra le società più titolate del mondo. E, invece, continua a non fare ciò che dovrebbe fare. Dimettersi.

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