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Tagliavento ha distrutto Fiorentina-Milan

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Fra i peggiori arbitri della nostra vita, un posto di rilievo merita il signor Paolo Tagliavento, 40 anni, internazionale dal 1° gennaio 2007, l’uomo che oggi ha distrutto Fiorentina-Milan con una direzione di gara che si consegna direttamente alla storia degli obbrobri del nostro calcio. Addirittura peggiore di quanto il medesimo combinò il 3 novembre 2012, in occasione di Juve-Inter collezionando una serie di cantonate che gli fruttarono uno stop di sole tre giornate.

Ora vedremo se, dopo l’horror show di Firenze, Braschi & Nicchi avranno il coraggio di far finta di niente. Delle due l’una: o la piantiamo con questi arbitri palesemente, smaccatamente, platealmente inadeguati alla serie A, all’anima della qualifica internazionale o andiamo avanti così, rovinando partite decisive per l’ingresso in Champions League che potevano essere bellissime e non lo sono state. Che sono state incattivite, avvelenate, arroventate quando 40 mila spettatori (e tutti gli altri che hanno seguito la gara in tv) hanno pagato il biglietto o l’abbonamento alla pay tv per divertirsi, non per rodersi il fegato. E tutto questo per colpa dell’arbitro: è chiaro il concetto?

E non ricominciamo con la solfa della fallibilità umana e bla bla bla: decidetevi ad usare la moviola in campo e, indecenze come quelle di Firenze, ci verranno finalmente risparmiate.

Ricapitolando. 1) Muntari dovrebbe essere ammonito dopo soli dieci minuti, ma l’arbitro non vede.

2) Montolivo strattona Ljajic lanciato a rete: meriterebbe l’espulsione, ma riceve un cartellino giallo.

3) Tagliavento, troppo lontano dall’azione, espelle Tomovic dopo 39′, quando dovrebbe ammonirlo. L’arbitro perde immediatamente il controllo della partita. La cantonata scatena l’ira del pubblico e, in tribuna d’onore, ne fa le spese Galliani salvato dall’intervento di Renzi dopo essere diventato bersaglio anche del lancio di oggetti e monetine. Addirittura, l’addetto alla sicurezza del dirigente rossonero, è stato ferito a un occhio. Al Numero Due del Milan va tutta la nostra solidarietà, così come va a Riccardo Montolivo: i fischi ci possono stare, gli insulti beceri no. Ridurre la Fiorentina in dieci ha significato falsare la partita: ai toscani deve essere ascritto il merito straordinario di essere riusciti a rimontare per due volte il Milan, pur essendo rimasti in dieci. Questo pareggio, per la Fiorentina, vale quanto una vittoria.

4) Per la legge non scritta della compensazione, tanto cara agli arbitri, Tagliavento accorda alla Fiorentina un rigore che non c’era per l’intervento di Nocerino su Ljajic.

5) Tagliavento, vicinissimo, ignora il fallo di mano di Roncaglia nell’area viola. Era rigore.

6) Tagliavento sorvola sull’intervento di Pasqual ai danni di Abate nell’area gigliata. Se, a parere dell’arbitro, c’era la massima punizione nel caso di Ljajic, ci doveva essere anche in questa circostanza.

E adesso, aspettiamo che Nicchi e Braschi ci vengano a dire che gli arbitri italiani sono i migliori del mondo.

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com

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