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Quattro anni dopo. L’intensità del ricordo

di Nuccio Fava

L’ampiezza di risonanza che ha avuto l’anniversario della tragedia dell’Aquila esprime memoria del dolore e del lutto per le vittime, sempre vivi nel ricordo non solo dei familiari. Non c’è però solo sconforto e rabbia, emerge nonostante tutto, voglia di potere finalmente ripartire con una ricostruzione vera che lasci definitivamente alle spalle la cattiva politica e i gravi fatti di illegalità e di corruzione. Positiva la convergenza tra le istituzioni – presidente del Senato, sindaco Cialente e ministro Barca – accompagnata da una forte spinta e partecipazione del basso sottolineata dall’iniziativa e mobilitazione dell’associazione Libera guidata dall’inesauribile don Luigi Ciotti.

Vale sottolineare questo spirito positivo e potenzialmente promettente in una fase di crisi profonda della nostra vita politica, di incapacità dei partiti ad aprirsi significativamente agli interessi generali della società, di esprimere idealità, valori e proposte che corrispondano alle attese e ai bisogni dei cittadini a cominciare dalla moralità e sobrietà della politica.

Sono stati i grillini quelli che hanno intercettato questa esigenza diffusa, ma in modo contraddittorio e prevalentemente congiunturale, perché bloccati su uno sconfinato compiacimento del proprio successo e ossessivamente preoccupati di contaminarlo e disperderlo. Avrebbero potuto essere fattore di grande movimento e innovazione, risultano invece elemento di appesantimento e di tatticismo deteriore. Al contrario, sarebbe stato necessario che sapessero mettersi in gioco, misurarsi con le altre forze sui bisogni più urgenti del Paese per far emergere contraddizioni e distanze. La riflessione sul movimento di Grillo tanto più opportuna in una giornata in cui la parte migliore del Paese manda nel quarto anniversario del terremoto dell’Aquila segnali di non rassegnazione al peggio e di volontà di ricostruzione e ripresa.

Per singolare coincidenza anche il governo Monti riesce a battere un colpo fortemente positivo stabilendo quegli stanziamenti alle imprese che potranno finalmente recuperare quei 40 miliardi attesi dalla pubblica amministrazione. Tutto il resto del quadro politico resta sempre complicato, anzi si presenta forse ancora più difficile specie nel Pd.

Ogni giorno del resto ha il suo affanno e per questo fine settimana ci basta così.

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