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L’Aquila 2009: la parola dall’estero

di Marija Marcenko

La gente tende a pensare in maniera ordinaria, ovvero che vivere potrebbe anche significare non guardare al di fuori dei confini del proprio Paese e non avere quindi la conoscenza di quello che sta succedendo negli altri Paesi.

E’ vero anche che si percepisce la gravità della situazione solo quando si vive in prima persona, altrimenti si può soltanto cercare di capire le emozioni degli altri dopo aver raccolto i dati sull’avvenuto, sperando nello stesso momento che la disinformazione non crei un gap e ci permetta di tirare le conclusioni giuste.

Ieri, il 6 aprile 2013, la maggior parte dei mass media internazionali hanno diffuso la notizia che l’Italia ha commemorato il quarto anniversario di un terremoto devastante che ha fatto 309 vittime e ha costretto decine di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case.
Sorprendentemente, per alcuni questa notizia è stata sconvolgente per il semplice fatto che era assolutamente sconosciuta.

Chi è interessato può decidere di raccogliere dati sulla notizia per recuperare così il gap alla disinformazione. La navigazione sui mass media esteri dovrebbe aiutare a svolgere questo compito, se solo ci fosse la coerenza tra le fonti.

Basta scrivere “L’Aquila 2009” in una qualsiasi barra di ricerca nelle pagine Internet internazionali, partendo dagli Usa, muovendo verso la Russia e alcuni stati baltici, e ci si trova tra le migliaia di articoli collegati al tragico evento. Il problema è che l’informazione trovata sulle testate estere può effettivamente, ancora di più, confondere la situazione. Le riviste sono credibili, ma le risposte alle domande come: Dove è stato l’epicentro esatto del terremoto, quale era la magnitudo precisa della scossa, quante erano le vittime, chi è il sindaco dell’Aquila ecc., sono così diverse tra loro che di conseguenza la reazione dei lettori diventa troppo scettica.

Nonostante la palese disinformazione, un lettore può ancora tentare di costruire l’immagine generale dell’avvenuto raccogliendo i dati pubblicati. Mentre con la magnitudo della scossa la differenza constatata è pari “soltanto” a 0.9 gradi Richter*, la differenza nella cifra delle vittime è più fuorviante, variando tra 200 fino a 3000**. La pazienza si perde nel punto in cui una delle riviste parla al femminile del sindaco della città***. Stupisce anche la mancanza di feedback e di commenti lasciati dai lettori.

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Questi fattori significano che il sistema d’informazione di tutto il mondo ha gap profondi? Deriva forse da qui l’atteggiamento scettico dei lettori? Il tempo abbassa il dolore, ma la regione che ha sofferto a causa del terremoto devastante non potrà mai dimenticare il tragico evento. Mentre invece il resto del mondo non sarà nemmeno in grado di condividere il dolore con gli altri, né partecipare alla ricostruzione delle speranze della gente, non sapendo semplicemente nulla dell’accaduto.

*La magnitudo precisa è pari a 6.3 gradi Richter

**Il numero esatto delle vittime è pari a 309

***Il sindaco della città dell’Aquila è Massimo Cialente

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