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Ciotti e Grasso per la giustizia, contro ogni mafia

di Antonella Calcagni

«Non basta commuoversi, bisogna muoversi. La vera memoria è non uccidere l’Aquila due volte». Ha scosso le coscienze l’intervento di Don Ciotti, fondatore di Libera in occasione del convegno sulla Legalità che ha visto protagonisti con dei video i ragazzi delle scuole superiori.

Un dibattito a tutto tondo su legalità, ricostruzione e giustizia animato da Gian Antonio Stella, Carlo Bonini, Giuseppe Pignotone e don Luigi Ciotti; moderatore Roberto Giacobbo. La chiusura è stata affidata al presidente del Senato Pietro Grasso.

Video che hanno graffiato le coscienze ricordando l’impegno nazionale alla ricostruzione della città. «Il cambiamento – – ha chiarito Don Luigi Ciotti -– non può essere l’opera di navigatori solitari». Poi il pensiero è andato al 6 aprile 2009, a ciò che è accaduto subito dopo: «Non c’era bisogno del G8 all’Aquila, non c’era bisogno di esibire il dolore degli aquilani». «Non dimeticherò mai quei funerali e il cinismo di alcuni». Ciotti ha messo in guardia dalle parole di circostanza. «Solo quando c’è la forza degli onesti arriva il cambiamento».

Circoscrivendo il discorso alla legalità il fondatore di libera ha sottolineato che la prima è uno strumento per raggiungere l’obiettivo della giustizia che si fonda sulla democrazia. «Già prima del terremoto la mafia, che io chiamo peste – – ha continuato Ciotti – – era già entrata. Sono 50 i beni confiscati alle mafie in Abruzzo. Tutto ciò è stato possibile anche grazie alla collusione con la politica». Era stato proprio Pietro Grasso a parlare del rischio di infiltrazioni mafiose all’Aquila subito dopo il sisma. «Grazie al gruppo di lavoro creato subito dopo il terremoto – ha ricordato nel suo intervento di chiusura – abbiamo evitato che l’Aquila diventasse preda delle consorterie mafiose». «Ricordo ancora lo sgomento di quella notte –- ha proseguito -.– Essere qui ha un significato simbolico per il ruolo che ricopro».

Il neo presidente del Senato ha salutato positivamente il passaggio alle funzioni ordinarie dopo un periodo troppo lungo trascorso in emergenza. Ha usato parole molto positive per il lavoro svolto dal ministro Fabrizio Barca citando alcuni dati contenuti nel report del ministero per la Coesione. «Oggi si può essere ottimisti -– ha detto – -speriamo di ricostruire in 5 oppure 6 anni. So che per il centro sono necessari oltre 5 miliardi di euro, ma ripeto, sono ottimista». Il presidente ha anche invitato il prefetto ad utilizzare il metodo delle white list per evitare infiltrazioni e di effettuare numerose visite nei cantieri.

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