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Sisma, nel 2012 condanna della commissione Grandi Rischi

A L’Aquila, a 4 anni dal devastante sisma, gran parte della popolazione continua a vivere nelle 19 new town lasciate a deteriorarsi perchè senza alcuna manutenzione e per di più con l’incubo incolumità dopo le recenti inchieste penali sulla realizzazione delle abitazioni provvisorie del progetto “Case” ma anche dei moduli abitativi provvisori (Map) per i quali i consulenti della Procura hanno accertato l’utilizzo di materiali non idonei e in taluni casi scadenti.

Sotto il profilo dell’attività giudiziaria, il 2012 (sentenza del 22 ottobre) è stato segnato dalla condanna a sei anni di reclusione, per i sette scienziati della commissione Grandi Rischi, che si riunì all’Aquila, una settimana prima dei tragici accadimenti. Si tratta di Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi rischi; Bernardo De Bernardinis, vicecapo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile; Enzo Boschi, allora presidente dell’istituto nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv); Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case; Claudio Eva, ordinario di fisica all’università di Genova. In più, Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico del dipartimento della Protezione civile e Giulio Selvaggi, allora direttore del Centro nazionale terremoti dell’Ingv.

L’accusa per tutti è di lesioni ed omicidio colposo. In pratica ai sette il Tribunale dell’Aquila ha contestato di avere minimizzato i pericoli nei giorni antecedenti al terremoto dell’Aquila del 2009, che ha fatto 309 vittime. Sul fronte dei crolli degli edifici pubblici e privati (225 entrati nella maxi inchiesta del post-sisma) si evidenzia la condanna per il crollo della Casa dello Studente in cui sono morti 8 giovani studenti universitari e quello del Convitto.

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