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«Nessuna crescita per L’Aquila»

Ricostruzione post-terremoto, crisi della Valle Peligna e fondi Fas destinati a quel territorio, vertenza Micron: sono le priorità della provincia dell’Aquila indicate dal segretario generale Cisl Paolo Sangermano, all’indomani della rielezione. «Se non muteranno le politiche nazionali – dice – non ci sarà possibilità di crescita per il nostro Paese, in particolare per la provincia dell’Aquila».

«La Regione Abruzzo non ha risorse proprie da spendere, tranne i fondi Fas. A questo si aggiunge un quadro legislativo assolutamente confusionario. A distanza di quattro anni dal sisma – rileva Sangermano – si registano ritardi enormi nella macchina della ricostruzione, gravata da cavilli burocratici e da un rimpallo di competenze tra gli organismi coinvolti, tale da aver ingessato la ricostruzione pesante. L’Aquila, ancora oggi, vive uno stato di emergenza assoluta, non solo abitativa, ma che investe tutti i settori della società civile. Un altro problema, evidenziato dalle organizzazioni sindacali nei tavoli istituzionali, è rappresentato dai ritardi nei pagamenti alle imprese, che sta innescando un meccanismo perverso, con centinaia di aziende locali impegnate nella ricostruzione sull’orlo del fallimento e migliaia di posti di lavoro a rischio».

Sangermano pone l’accento anche sull’utilizzo dei Fondi Fas «quasi 17 milioni di euro destinati alla Valle Peligna, che sono stati frammentati e dispersi in una miriade di piccoli interventi, senza cogliere l’appello del mondo imprenditoriale, che chiedeva il sostegno per pochi interventi mirati, tali da risollevare l’economia locale e creare occupazione».

Infine, la vertenza Micron di Avezzano: «Finora l’approccio rispetto ad eventuali cambiamenti è stato per lo più critico. Il sindacato, ovviamente, deve guardare all’occupazione, alla qualità e al lavoro, ma le istituzioni locali hanno l’obbligo di creare le condizioni necessarie di accoglienza verso chi decide di investire sul territorio. La cordata mista tra Lfoundry e il management locale è l’unica possibilità che si presenta: dobbiamo lavorare tutti insieme affinché questa nuova realtà possa insediarsi, operare al meglio, crescere e svilupparsi per il bene dei lavoratori e del territorio».

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