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Autogrill quanto mi costi

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di Alessia Lombardo

Ristorarsi in autogrill è diventata un’abitudine estremamente costosa. Una tappa talmente esosa al punto da non essere per nulla democratica.

L’attenzione al prezzo in tempo di crisi è un esercizio frequente, se si entra in un’area di servizio l’attenzione si fa ancor più alta.

Accompagnati da una lente di ingrandimento gli italiani, ormai risparmiatori per causa di forza maggiore, non possono concedersi troppi sfizi.

Ogni anno viaggiare diventa sempre più costoso e non si tratta soltanto dei fisiologici aumenti annuali.

Dalla benzina, ormai alle stelle, al costoso pedaggio autostradale, l’autogrill è diventato proibitivo.

Un servizio fondamentale per coloro che viaggiano per l’Italia, ma che fornisce i beni di consumo fondamentali a dei prezzi esorbitanti: l’acqua a € 2,30, il caffè a € 1,10, il cappuccino a € 1,40, il cornetto a € 1,10, il muffin o la ciambella a € 1,90 e i panini a € 4,20.

Colazione per due € 6,60: due cappucci con due muffin.

Sono sempre maggiori gli italiani che preferiscono viaggiare portando nell’auto una borsa termica, soprattutto se si tratta di famiglie.

Si entra nelle aree di servizio per fare benzina, concedersi al massimo un caffè e fare tappa in bagno.

Tentare l’azzardo del pranzo fast con un semplice panino diventa una spesa esorbitante per una famiglia di quattro persone:

4 panini € 16,80, più una bottiglia di acqua e due caffè, senza stravizi e concessioni straordinarie ai bambini, portano ad uno scontrino medio di € 21,30.

Anche un semplice snack per i bambini, dal cioccolato al salato, vede un costo maggiorato di quasi il doppio rispetto al prezzo dello stesso prodotto nel supermercato. I confronti con i prezzi del bar e del supermercato sono immediati.

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Muffin al cioccolato e cappuccino, acqua naturale e patatine vengono venduti come se fossero oro.

Di certo gli italiani non nascondono di tagliare il superfluo anche nella tappa al centro di ristoro, ma lo sdegno diventa insopportabile.

Se poi il viaggio si fa lungo e sono ben esposti dei prodotti tipici locali, la tentazione si fa forte ma i portafogli sono messi a dura prova.

Tra le varie accortezze c’è anche quella di tenere i bambini ben lontani dai giocattoli esposti, costosissimi e inavvicinabili.

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