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L’Aquila e il terremoto in numeri

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Alle 3.32 del 6 aprile 2009 una scossa di magnitudo 6.3 – avvenuta ad una profondità di 8,8 km e con epicentro tra L’Aquila, Tornimparte e Lucoli – provocò all’Aquila e nel circondario migliaia di crolli che causarono la morte di 309 persone e il ferimento di altre 1.600.

Gli sfollati nell’immediato furono 70.000.

Di questi, 35mila furono accolti in tenda e 30mila in hotel e case private.

L’Aquila era già stata devastata da un terremoto analogo nel 1703.

La scossa del 2009 ha prodotto quattro milioni di tonnellate di macerie.

Furono 23 mila gli edifici privati con danni gravi e undicimila quelli con danni di media entità; 470 gli edifici pubblici gravemente danneggiati e 550 quelli classificati come ‘medi’; mille gli edifici culturali con danni gravi e 842 quelli con danni medi.

In tutta l’area dei comuni del cratere furono riscontrati danni enormi: le verifiche successive al sisma riscontrarono 753 edifici danneggiati in provincia dell’Aquila e 390 nei Comuni delle altre province.

Ingenti i danni anche al patrimonio culturale e architettonico tra cui 1.053 chiese e 501 palazzi nel centro storico del capoluogo abruzzese.

Le risorse finanziarie stanziate per gli interventi post-terremoto come rilevò la relazione “La ricostruzione dei comuni del cratere Aquilano” del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, sono pari a circa 10,6 miliardi, di cui 2,9 relativi all’emergenza e 7,7 per la ricostruzione. Risultano ancora da utilizzare 5,7 miliardi.

Attualmente la popolazione assistita dallo Stato ammonta a oltre 22 mila persone di cui circa 12 mila nel progetto CASE antisismiche, e quasi 2700 nei progetti Map. A questi si aggiungono quasi 6700 con contributo di autonoma sistemazione.

Negli alberghi in Abruzzo restano poco più di 140 persone.

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