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Esposto sulla gestione dell’acqua in Abruzzo

Il Wwf Abruzzo e il Forum Acqua dell’Abruzzo Social Forum hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti e alla magistratura ordinaria per quanto riguarda la gestione dell’acqua, alla luce dei dati diffusi dal commissario alla gestione del servizio idrico integrato, Pierluigi Caputi, con l’obiettivo di «verificare i danni ed accertare le responsabilità sulla malgestione» ed auspicando che «a pagare siano i responsabili e non i cittadini». A fare il punto della situazione, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, sono stati il presidente regionale ed il referente acque del Wwf, Luciano Di Tizio ed Augusto De Sanctis, e per Abruzzo Social Forum Renato Di Nicola. Secondo gli ambientalisti, l'”indignazione” suscitata dalla lettura del dossier del commissario «non deve risolversi in un mero scontro di potere».

«I cittadini – sostengono Wwf e Abruzzo Social Forum – rischiano di subire e pagare una riorganizzazione del servizio idrico realizzata dal’alto dove, al clientelismo e alla lotta tribale tra fazioni politiche che hanno spolpato il sistema, si rischia di sostituire un potere verticistico e, nel medio e lungo periodo, altrettanto opaco, inefficiente ed inefficace in assenza di una reale svolta che permetta la reale partecipazione alle scelte e una forte iniezione di trasparenza».

Per gli ambientalisti, «Caputi, in cinque anni, non ha promosso, ma, anzi, ha ostacolato ogni forma di partecipazione dei cittadini, che hanno dovuto, tra l’altro, promuovere ben due ricorsi al Tar su altrettanti Piani d’Ambito elaborati dal Commissario senza alcuna partecipazione. Inoltre, – hanno aggiunto – il Piano di Tutela delle acque, principale strumento di programmazione del settore, avviato nel 2001 dall’assessorato diretto da Caputi, per quasi un decennio è stato tenuto nel cassesso, con la partecipazione ridotta a pochi incontri realizzati alla fine del processo di adozione e a scelte già fatte».

Evidenziando come da anni «Wwf e Abruzzo Social Forum stiano denunciando il completo fallimento della gestione del servizio idrico in Abruzzo», gli esponenti delle associazioni hanno spiegato «di aver inviato alla Corte dei Conti e alle sei procure interessate un esposto contenente, tra l’altro, il comunicato stampa diffuso ieri da Caputi assieme agli atti ufficiali relativi alla situazione economico-finanziaria e gestionale delle società e degli ex Ato».

Nel sottolineare che «non è più rinviabile il riordino delle società di gestione», Wwf e Abruzzo Social Forum si dicono preoccupate «per l’impatto di questa situazione su reti e depuratori. I tassi di perdita sono incredibili e senza investimenti si pensano soluzioni che seguono la logica dell’emergenza; tutte iniziative che non fanno che aumentare la pressione sull’ambiente, mentre – hanno concluso – i fiumi abruzzesi già oggi non rispettano gli obiettivi di qualità fissati dall’Ue».

LE ALTRE REAZIONI

«In merito alla denuncia del Commissario Caputi , ricordiamo che già da anni , e pubblicamente con diverse conferenze stampa, anche indirizzate allo stesso Commissario degli Ato, avevamo evidenziato un’allegra gestione di questi Enti, in particolar modo della SASI e dell’ACA». E’ il commento dell’on. Fabrizio Di Stefano (PdL) alle notizie relative al buco da diversi milioni di euro nella gestione del servizio idrico integrato in Abruzzo. «Tali gestioni infatti – prosegue Di Stefano – non solo potevano sembrare d’avere il ‘sapore della clientela’ e che sicuramente erano sovradimensionate nei numeri ma come abbiamo più volte denunciato portavano in approvazione bilanci anche in quel caso con una gestione molto superficiale. Ha ragione dunque il consigliere Acerbo quando individua una responsabilità politica nel PD, i cui sindaci da anni hanno determinato le composizioni dei CdA di tali Enti, ed oggi se devono assumere totalmente le responsabilità politiche. Credo anche però – prosegue Di Stefano – che giunga tardiva la denuncia del Commissario Caputi avendo lui svolto la funzione commissariale dal 2009 fino ad ora pertanto avrebbe dovuto accorgersi da tempo di tali incongruenze, alla luce anche delle nostre precedenti sollecitazioni e degli atti fatti dai sindaci del centrodestra della provincia di Chieti in maniera anche ufficiale nei suoi confronti, i quali coerentemente da diversi anni non hanno mai votato a favore di bilanci presentati in assemblea dai vertici della SASI. Ciò non esime ma anzi aggrava la responsabilità politica di chi in questi anni ha malgestito tali Enti – conclude il parlamentare – e rivendico ai sindaci del PdL della provincia di Chieti la coerenza politica di non aver voluto nominare alcun componente nei consigli di amministrazione di ISI e SASI andando cosi a condividere, seppur in minoranza, la responsabilità politica di questa pessima gestione, che oggi purtroppo viene a galla».

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