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Gran Sasso, un campeggio sotto la funivia

di Antonella Calcagni

Una grande stazione turistica capace di attrarre visitatori sia in estate che in inverno con nuovi impianti e strutture turistico ricettive, fra cui un grande campeggio che dovrebbe sorgere alla base della funivia dietro gli alberghi, occupando un’area di 3 o 4 ettari. L’opera era già contemplata dal piano d’area. Il sindaco Massimo Cialente pensa ad un [i]project financing[/i] visto che ci sarebbe già stata già una manifestazione informale di interesse da parte di un imprenditore alla sua realizzazione. Un campeggio che, se mai sarà costruito, arriverà sul Gran Sasso con circa 50 anni di ritardo.

Anche gli impianti saranno affidati in gestione per almeno un ventennio, pronostica il primo cittadino. Il primo step è l’atteso ingresso di Invitalia nel Centro turistico del Gran Sasso spa attraverso la cessione di un ramo d’azienda. Cialente giura che l’operazione non salterà nonostante la “decollazione” dell’ex presidente Alessandro Comola (uomo vicino a Invitalia). Sarà poi la stessa Invitalia (Italia turismo) a preparare il bando per la gestione degli impianti. «Spero che rispondano tanti imprenditori anche dalle Dolomiti – auspica il primo cittadino (anche se finora non si può dire che gli investitori abbiamo fatto la fila per gestire il Gran Sasso ndr) – Contemporaneamente sarà avviata la conferenza dei servizi per dare il via al potenziamento degli impianti con un investimento di 15, 20 milioni di euro. Attingeremo dalla delibera Cipe e dai Fas. Con questi fondi per prima cosa sarà sostituita la seggiovia delle Fontari, sarà realizzato anche un impianto al Pozzello per l’accesso a Valle Fredda».

Il primo cittadino non nasconde l’auspicio che si possa giungere ad un accordo con le altre due stazioni Ovindoli e Campo Felice per creare la stazione sciistica più grande del Centro Sud. Operazione che avrebbe potuto fare il paio con la creazione di un’unica Dmc (la [i]public company[/i] prevista dalla nuova legge sul turismo) se non si fosse verificata la spaccatura fra il comprensorio delle Rocche e di quello del Gran Sasso. Ormai sembra certo che le Dmc saranno almeno due.

Il destino della stazione sciistica del Gran sasso è legato alla velocità con cui si riuscirà a concludere l’operazione Invitalia. Sarà necessario fare presto, entro la prossima estate per arrivare con la nuova gestione in tempo per la prossima stagione. É impossibile ipotizzare di affrontare un’altra stagione in queste condizioni.

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