Terremoto, funerali solenni. Due nuovi indagati

Si allarga l’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila sulla presunta truffa sui funerali solenni delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009 che ha visto finora indagati due rappresentanti della impresa funebre Taffo che opera all’Aquila e a Roma.

Due nuove persone sono state iscritte sul registro degli indagati: si tratta dei rappresentanti legali delle imprese Pacini, dell’Aquila, e della società Eurocof, di Roma.

Per entrambi l’ipotesi di reato è di truffa ai danni dello Stato per i servizi legati ai funerali del 10 aprile 2009, quattro giorni dopo il tragico sisma che causò la morte di 309 persone.

Per lo stesso reato, nel febbraio dello scorso anno, la procura ha messo sotto inchiesta i fratelli Piero e Luciano Giustino Taffo della ditta Taffo Gaetano e figli, azienda alla quale l’allora prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, poi diventato capo della Protezione civile nazionale, ha affidato l’incarico della gestione dei funerali solenni.

Stando a quanto si è appreso a dare nuovo impulso alle indagini è stata proprio la presentazione da parte della famiglia Taffo di una dettagliata denuncia querela in cui gli indagati della prima ora, evidentemente, passano al contrattacco.

E per approfondire le indagini condotte dalla Guardia di Finanza la procura ha iscritto sul registro degli indagati altre due persone. Secondo le accuse l’impresa Taffo, che si è sempre dichiarata estranea ai fatti, avrebbe emesso fatture false, certificando servizi in realtà svolti da altre aziende, in occasione dei funerali delle vittime del sisma, incassando impropriamente i fondi stanziati dalla Protezione civile. L’importo della presunta truffa è stato quantificato, alla fine, in 20 mila euro.

Quando l’inchiesta è stata resa pubblica il caso ha suscitato sdegno e stupore ed è stato annoverato tra i più gravi tra i numerosi che sono scoppiati dopo il terremoto.

Il titolare dell’impresa Pacini rigetta ogni addebito: «Non abbiamo ricevuto nessun avviso di garanzia, il nostro coinvolgimento comunque ci sorprende non poco, infatti, siamo totalmente estranei ai fatti, anzi in questa vicenda siamo parte lesa perché abbiamo ricevuto incarichi esclusivamente dalle famiglie delle vittime e non da parte delle istituzioni pubbliche con affidamenti diretti».

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